Il film, adattamento del best seller di Hamid Mohsin, sarà nei cinema dal 13 giugno, distribuito da Eagle Pictures

Il fondamentalista riluttante (The Reluctant Fundamentalist) di Mira Nair

  Cultura e società  

Nel 2010, mentre infuriano le manifestazioni studentesche a Lahore, un giovane pachistano, il professor Changez Khan (Riz Ahmed) viene intervistato dal giornalista americano Bobby Lincoln (Liev Schreiber). La facciata del cordiale incontro tra Lincoln e Changez, in una sala da tè di Lahore, lascia lentamente spazio alla vera ragione dell’incontro: un professore straniero è stato rapito dagli estremisti e la sua esecuzione è una questione di ore. La famiglia di Changez è perseguitata e corre un reale pericolo. Bobby ascolta con attenzione, ma ha qualcosa in mente.

Changez, che ha studiato a Princeton, racconta a Lincoln il suo passato di brillante analista finanziario a Wall Street. Parla del luminoso futuro che aveva davanti, del suo mentore, Jim Cross (Kiefer Sutherland), e della bellissima, sofisticata Erica (Kate Hudson), con la quale si preparava a condividere il futuro. All’indomani dell’11 settembre, però, le condizioni si trasformano drammaticamente, e il suo stesso nome e il suo viso lo rendono un potenziale sospetto. Il senso di alienazione e il sospetto, con il quale viene improvvisamente trattato, lo riportano nella sua terra di origine e dalla sua famiglia, alla quale è molto affezionato. Il suo carisma e la sua intelligenza lo fanno subito diventare un leader sia agli occhi degli studenti pachistani, che lo adorano, sia del governo americano, che lo guarda con sospetto.

Tratto dall’omonimo romanzo di Mohsin Hamid, il film, girato in cinque città su tre continenti, esplora i pregiudizi e il fenomeno della globalizzazione nei suoi aspetti allo stesso tempo brillanti ed inquietanti. E’ un continuo confronto fra l’integralismo religioso e quello finanziario.

Il film di Mira Nair - regista indiana residente a New York, già Leone d’oro al Lido nel 2001 con Monsoon Wedding (Matrimonio indiano) e candidata all’Oscar nel 1989 con la sua opera prima Salaam Bombay!. - ha aperto la Mostra del cinema di Venezia 2012.

La gioia di questo film - dice Nair - è che ci rivela il Pakistan in una maniera che non vediamo mai sui giornali; con la sua raffinatezza straordinaria, la lancinante poesia di Faiz Ahmed Faiz, la sua sconvolgente musica sufi e l’antica cultura che sa muoversi con sicurezza nel mondo della moda, della pittura e dello spettacolo. Questo mondo è posto in parallelo, con una certa fluidità, con l’energia di New York, con la spietatezza dell’America delle multinazionali e, attraverso l’amore del nostro eroe Changez per l’elegante, artistica Erica, si offre un ritratto della società di Manhattan allo stesso altissimo livello un tempo occupato dalla famiglia di Changez a Lahore.

GS

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