La mostra dedicata al grande futurista presenta più di 200 opere ne illustrano il percorso artistico negli anni tra il 1900 e il 1929

A Palazzo Reale Giacomo Balla

  Cultura e società  

La mostra molto attesa per due motivi: il primo che da 37 anni non pi stata organizzata nessuna grande retrospettiva su Giacomo Balla. Lultima antologica completa risale infatti al 1971, quando Palma Bucarelli, allora direttrice della Galleria Nazionale dArte Moderna di Roma, affid a Giorgio De Marchis la cura di una mostra che comprendeva circa 90 opere. Il secondo motivo che a Milano non c mai stata una vera e propria retrospettiva dedicata a Balla. La cultura milanese e lombarda si sempre identificata pi in Boccioni, laltro grande futurista, e ha quindi tenuto in minor conto la ricerca e loriginalit di Balla.

Negli ultimi quarantanni, e maggiormente dopo il cambio di secolo, gli studi sullavanguardia storica hanno conosciuto un profondo rinnovamento, che ha portato a nuove valutazioni e a nuovi parametri di giudizio. Su questa base analitica, lopera di Balla appare di una modernit straordinaria, nella misura in cui non soggiace al filtro della storia, ma rivendica unimmediatezza di segno e di soluzioni linguistiche che corrispondono perfettamente alla sensibilit contemporanea.

La retrospettiva di Milano nasce dallinsieme di queste idee: riproporre lopera di uno dei grandi protagonisti del futurismo; portare per la prima volta Balla a Milano, cio nella patria culturale di Boccioni; verificare la modernit assoluta e la fortuna di cui gode presso gli artisti contemporanei.

La mostra presenta e prende in esame il trentennio pi importante della lunga carriera dellartista: quello che va dal 1900 al 1929, dallesperienza divisionista, declinata in moduli inediti e di estrema attualit, agli anni del futurismo, vissuti nella pluridisciplinariet sperimentale.

I curatori non hanno voluto limitare il futurismo dellartista alla prima fase storica del movimento, che si concluse con la guerra, ma estenderla ai pieni anni 20, proprio quando lo studio di Balla divent il punto di riferimento e il centro propulsore dellavanguardia italiana.

Curata da Giovanni Lista, Paolo Baldacci e Livia Velani, la mostra promossa dal Comune di Milano Assessorato Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Skira in collaborazione con la Galleria Nazionale dArte Moderna e Contemporanea di Roma.

Al primo piano di Palazzo Reale sono riunite circa 200 opere tra olii, tempere, pastelli, acquarelli, disegni, assemblaggi, sculture, fotografie e documenti, grazie a prestiti eccezionali ottenuti da collezioni private e musei internazionali, come il Museum of Modern Art di New York, il Muse National dArt Moderne Centre Georges Pompidou di Parigi, la Tate Modern di Londra, la Staatsgalerie di Stoccarda, il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, il Krller-Mller Museum di Otterlo.

Salvo pochissime, inevitabili, lacune, si potr vedere tutta lopera maggiore e pi famosa di questo grande protagonista della modernit italiana ed europea, ivi compresi i bozzetti per i costumi teatrali, la scenografia e la moda, le opere di arte postale, le tavole parolibere e i manoscritti.

Allevento partecipa Alfa Romeo in qualit di Official Sponsor confermando il suo forte legame con i valori propri del Futurismo italiano: velocit, modernit, innovazione, bellezza e dinamicit. Cos, dopo essere stato partner nel 2006 della mostra Boccioni, pittore, scultore futurista, il brand Alfa Romeo accompagna ora la retrospettiva dedicata a colui che fu il suo maestro: Giacomo Balla. Si tratta di un appuntamento di grande importanza in quanto segner un passaggio fondamentale negli studi sullartista considerato uno dei padri fondatori del movimento Futurista italiano.  Nella piazzetta di Palazzo Reale stato allestito un innovativo concept espositivo al cui interno racchiuso un esemplare dellaffascinante Gran Turismo e dove i visitatori potranno anche assistere alla video-installazione WalkTrueColors: un percorso emozionale di 90 secondi, ispirato alla 8C Competizione, in cui lo spettatore vive lesperienza dinamica del viaggio attraverso la scomposizione geometrica di forme in movimento, di vertiginose cromie, di luci e contrasti che richiamano da vicino i valori e i principi del Movimento Futurista italiano.

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