La mostra è visitabile virtualmente sul sito www.gioiellidaunawunderkammer.it

Giovanni Raspini: Gioielli da una wunderkammer

  Cultura e società  

Da giovedì 5 novembre a domenica 8 novembre, a Milano, presso palazzo Visconti, è stata aperta, con ingresso gratuito, la grande mostra-evento, Gioielli da una Wunderkammer, voluta da Giovanni Raspini.

Dopo la “trilogia” di Wild del 2016, Vanitas Mundi del 2017 e Nautilus del 2019, Giovanni Raspini continua, infatti, la sua ricerca personale nel mondo del gioiello contemporaneo e della bellezza fuori dal tempo e dagli schemi classici.

In Valdichiana c'è la wunderkammer di Giovanni Raspini: la stanza delle meraviglie dello stilista toscano del gioiello (posta sopra un laboratorio alchemico ove artigiani/artisti progettano e modellano gioielli, fondono l'argento, saldano e incastonano pietre) è anche il suo ufficio, il suo regno, lo scrigno che protegge ed ospita anni e anni di sorprendenti creazioni. La stanza magica di Giovanni Raspini è anche un dispositivo concettuale per pensare il mondo, per corteggiarlo e sedurlo, per dialogarvi parlando di bellezza ed armonia.

La mostra Gioielli da una Wunderkammer matura proprio dall’esigenza interna, appassionata, gioiosa, insopprimibile e contagiosa che ha colpito Giovanni Raspini come una splendida malattia creativa. Tutto nasce per osmosi: non si può, infatti, stare una vita intera in mezzo alle cose belle senza aver voglia di crearne altre altrettanto belle. Contagio creativo e dialogo ininterrotto con altri luoghi, altre epoche, altri artisti.

La mostra Gioielli da una wunderkammer si declina in 21 collane, create all'insegna della meraviglia e di una bellezza sorprendente. Ventuno oggetti assolutamente sopra le righe, volutamente eccessivi e colmi di rimandi concettuali, citazioni visive, utilizzi incongrui di materiali preziosi o poverissimi, primordiali o futuribili, inaspettati o del tutto legittimi.

In esposizione, quindi, ci sono collane, vale a dire il manufatto prezioso meno intimo, maggiormente proiettato verso gli altri: un gioiello “sociale”, che incornicia e dà luce al volto, consentendo un dialogo visuale col mondo circostante.

Le ventuno creazioni realizzate per “Gioielli da una wunderkammer” sono tutti pezzi unici e nascono dal desiderio di stupire e suscitare un senso di meraviglia. - racconta Giovanni Raspini - La wunderkammer evoca un mondo alchemico, misterioso, ricco di stranezze e capricci fantasmagorici, di presenze esoteriche: le cose, gli oggetti, le opere d'arte sono mostrate all'insegna dello stupore e della soggettività emozionale. E questo vale anche per i gioielli della nostra mostra.

Ecco quindi che su dei denti fossili di dinosauro, Giovanni Raspini costruisce un mondo fantastico fatto di draghi e architetture gotiche in argento brunito, con una luna che sorge in madreperla. Un capolavoro ingegneristico come il favo viene fuso in ottone dorato e circondato da operose api in argento. Un teschio di volpe, nella sua inesorabile crudezza, diviene gioiello incastonato tra squame dorate e cristalli colorati. La ricerca dello stupore, tipica del mondo delle Wunderkammer, si manifesta nel voler adornare il collo di una donna con ciò che spesso è considerato repellente: insetti dalle livree coloratissime e brillanti, che divengono come gemme preziose. Ed ancora il gioielliere toscano scova, trasforma e rende gioiello un dente di megalodonte di milioni di anni, punte di freccia in selce del paleolitico, meteoriti lunari cadute sulla terra, manufatti fenici, egizi e romani. Gioielli che sono anche un banco di prova e sperimentazione per la produzione di serie del brand Giovanni Raspini, in una continua ricerca di bellezza ed eccellenza.

In questo senso cerchiamo l'unicità, elemento che spesso è fortemente concettuale. - continua Raspini - Un esempio eclatante è la Collana spaghetti allo scoglio, una delle ventuno realizzate: il senso di meraviglia nasce proprio dal fatto che elementi come i gusci delle conchiglie, destinati al bidone della spazzatura, divengono decoro d'un gioiello. Lo scarto del pasto si fa prezioso, invertendo magicamente il proprio destino.- conclude l'orafo toscano - In “Gioielli da una wunderkammer” ho sempre cercato l'omogeneità nella disomogeneità: pezzi eccentrici, improbabili e clamorosi riportati ad essere gioiello armonioso. L'artista barocco Giovan Battista Marino, del resto, diceva che “è del poeta il fin la meraviglia”. Noi vogliamo le medesime emozioni, cercando di cambiare attraverso la nostra mediazione artigianale il destino a cose ed oggetti, regalandogli valore, luce e passione. Nuova vita, nuova eleganza e un mondo di bellezza che si rinnova di continuo come l'Araba Fenice.

Storicamente, la wunderkammer è una delle “cose” più anti-classiche che esista: non ha bisogno di mostrare la bellezza istituzionalizzata e codificata, ma nasce dal desiderio di ospitare il mondo in una stanza, ovvero in modo pre-enciclopedico possedere tutto lo scibile umano e la meraviglia infinita della natura. Stanze buie e ricolme di oggetti di ogni tipo, accatastati l’uno sull’altro. Naturalia, Artificialia, Mirabilia. È così che nascono le antenate dei musei. Le stanze delle meraviglie fioriscono proprio nell’epoca dell’oscurantismo e dell’inquisizione, quando l’ignoranza sulla loro origine o funzionamento, rendeva gli oggetti esposti affascinanti e meravigliosi. Sarebbe errato tuttavia dire che il tempo delle Wunderkammer si è esaurito: esse sono da sempre espressione di un desiderio umano antico ma tutt’ora contemporaneo.

A corredo della mostra è stato pubblicato il volume edito da Edifir Firenze, con introduzione di Franco Cardini, numerosi testi dedicati ed un accurato catalogo fotografico.

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