Dal 16 al 21 giugno 2015 Maurizio Scaparro porta in scena il famoso testo di Goldoni, con le musiche di Nicola Piovani e l’interpretazione di Pino Micol

Milano, Piccolo Teatro Grassi: La bottega del caffè

  Cultura e società  

Dal 16 al 21 giugno, a Milano, al Piccolo Teatro Grassi, debutta, in prima nazionale, “La bottega del caffè” di Carlo Goldoni con la regia di Maurizio Scaparro e l’interpretazione di Pino Micol. Una commedia dei sentimenti e dell’agire degli esseri umani, comune in ogni tempo e in ogni luogo: invidia, amore, odio, brama di denaro e di potere, lotta per il benessere, non sono cambiati dal Settecento a oggi. I vivaci dialoghi goldoniani scritti in dialetto toscano sono impreziositi dalle musiche originali del premio Oscar Nicola Piovani, le scene e i costumi di Lorenzo Cutùli, vincitore dell’International Opera Awards 2014 per la scenografia.

Scritta nel 1750, “La bottega del caffe” e una delle commedie più conosciute di Carlo Goldoni. Collocata al centro della piazza, la bottega del titolo e luogo di ritrovo di avventori abituali e di passaggio, e l’idea di un microcosmo in cui si creano incontri e scontri tra i personaggi, che litigano, si aiutano e si interessano non solo delle questioni proprie, ma anche di quelle degli altri.

Questa Commedia ha caratteri tanto universali, che in ogni luogo ove fu ella rappresentata, credevasi fatta sul conio degli originali riconosciuti - ha scritto Goldoni - i miei caratteri sono umani, sono verisimili, e forse veri, ma io li traggo dalla turba universale degli uomini, e vuole il caso che alcuno in essi si riconosca. Quando ciò accade, non è mia colpa che il carattere tristo a quel vizioso somigli; ma colpa è del vizioso, che dal carattere ch’io dipingo, trovasi per sua sventura attaccato.

Ci sono alcuni motivi che mi spingono a questa nuova edizione di “La bottega del caffe”. - spiega Scaparro - Uno di questi e il piacere di tornare a parlare di Venezia e del suo Carnevale, durante il quale la commedia si svolge, dalle prime luci dell’alba, fino a quando scende la notte. E qui Goldoni sembra prendere le distanze dalla visione magica di una delle più belle citta del mondo, per descrivere una Venezia comicamente deformata, che già allora rischiava di dimenticare la sua grandezza e di cedere alle tentazioni della bottega. Non casualmente Don Marzio, il protagonista, osserva le vicende descritte (e vissute) da Goldoni attraverso un occhialetto, diabolica lente, con cui spia curiosamente i fatti, le ipocrisie e le stravaganze delle persone.

Tra gli altri motivi d’interesse per il regista il fatto che Goldoni scriva questa opera in toscano, diventato ormai lingua franca italiana, e il rapporto stretto, come conferma la collaborazione con Nicola Piovani, tra questa commedia e la musica: già nel 1736 Goldoni aveva scritto un intermezzo musicale appunto su La bottega del caffè.

Sappiamo quanto il caffè significhi, nel convincimento di molti, energia per la vita - conclude Scaparro - e anche per questo abbiamo chiesto il patrocinio di Expo 2015, che ci è stato confermato, pensando al piacere di presentare lo spettacolo a Milano in quel periodo.

Info e prenotazioni: La bottega del caffè di Carlo Goldoni, regia di Maurizio Scaparro con Pino Micol e Vittorio Viviani, Manuela Morgese, Ruben Rigillo, Carla Ferraro, Maria Angela Robustelli, Ezio Budini, Giulia Rupi, Alessandro Scaretti, musiche Nicola Piovani - produzione Fondazione Teatro della Toscana - evento in collaborazione con Illy caffè - dal 16 al 21 giugno 2015 - 135 minuti con un intervallo - Piccolo Teatro Grassi, Via Rovello 2, M1 Cordusio - platea 33 euro, balconata 26 euro - tel 848800304 - www.piccoloteatro.org.

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