“Dolore sotto chiave” e “‘Pericolosamente” due atti unici nel trentennale di Eduardo con la regia di Francesco Saponaro

Milano, Piccolo Teatro Studio: due atti unici nel trentennale di Eduardo

  Cultura e società  

Una nuova produzione di Teatri Uniti, un dittico realizzato ad arte nel nome di Eduardo De Filippo, che riunisce “Dolore sotto chiave” e “Pericolosamente” - al Teatro Studio dal 10 al 19 ottobre - rappresenta il primo momento della triplice presenza della compagnia napoletana nella stagione del Piccolo, a trent’anni dalla scomparsa di Eduardo (seguono Le voci di dentro a novembre e La parola canta ad aprile con i fratelli Servillo).

Con i due atti unici, Francesco Saponaro, regista di lunga consuetudine con la drammaturgia napoletana, da Scarpetta a Moscato, fino al successo internazionale di Chiòve di Pau Mirò e dell’edizione castigliana di Io, l'erede, affronta un Eduardo meno frequentato, impreziosendolo con un’ouverture, adattamento in versi e in lingua napoletana della novella del 1914 di Luigi Pirandello I pensionati della memoria.

In scena tre interpreti dalle sfumature grottesche colorate di umorismo nero, Tony Laudadio, Luciano Saltarelli e Giampiero Schiano. Scene e costumi Lino Fiorito, luci Cesare Accetta, suono Daghi Rondanini.

“Dolore sotto chiave” nasce come radiodramma nel 1958, andato in onda l’anno successivo con Eduardo e la sorella Titina nel ruolo dei protagonisti, i fratelli Rocco e Lucia Capasso. Viene portato in scena due volte con la regia dell'autore, con Regina Bianchi e Franco Parenti nel 1964 (insieme a Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello) per la riapertura del Teatro San Ferdinando di Napoli e nel 1980 (insieme a Gennareniello e Sik-Sik) con Luca De Filippo e Angelica Ippolito.

“Dolore sotto chiave” parte da un’intensa ispirazione pirandelliana. Il tema della morte incombe silenzioso e il dolore del lutto viene nascosto e soffocato da un gioco sottile di ricatti e sottintesi: i buoni sentimenti come la carità cristiana, la compassione o la mania borghese della beneficenza diventano armi improprie per dissimulare, negli affetti, quella segreta predisposizione dell'essere umano al controllo e al dominio sull'altro. In casa dei fratelli Capasso, un interno borghese dove una camera della morte ha custodito per undici mesi il simulacro del dolore, Dio e i morti sono presenti fino al punto da essere invocati come vere presenze, giudici supremi del bene e del male. Eduardo riesce a intrecciare diversi registri e generi che si inseguono sul filo del cinismo e dell'ironia. - dice Francesco Saponaro - La vicenda si colora di risvolti comici, a tratti paradossali carichi di morbosa e grottesca esasperazione. In “Dolore sotto chiave” viene evocato un oggetto-simbolo, usato come sottile minaccia di suicidio dal povero Rocco Capasso: la rivoltella, che in ”Pericolosamente” (1938) si materializza e si trasforma in un vero e proprio strumento di tortura coniugale e rimedio alle bizzarrie improvvise di una moglie bisbetica. L'atto unico, dall'apparente fulmineità di uno sketch, grande successo del Teatro Umoristico dei De Filippo, gioca tutto sul classico litigio coniugale. Ogni volta che Dorotea dà sfogo alle sue intemperanze Arturo, per ripristinare l'ordine familiare, impugna la rivoltella caricata a salve e le spara, scatenando la comica reazione di terrore da parte dell'ignaro amico Michele appena rientrato a Napoli da un lungo viaggio di lavoro. - prosegue Saponaro - Nonostante il testo nasca alla fine degli anni trenta, Eduardo ne potenzia la carica visionaria per sperimentare nuovi linguaggi anche nel cinema. Adatta “Pericolosamente” e dirige Marcello Mastroianni, Luciano Salce e Virna Lisi ne “L'ora di punta”, episodio del film “Oggi, domani e dopodomani” (1965) riuscendo a ottenere uno spiazzamento assolutamente contemporaneo. In pieno boom economico, la febbrile sete di emancipazione femminile può placarsi, ancora una volta, soltanto con uno sparo. Ma è un sparo che si moltiplica all'infinito. L'infallibile metodo di Arturo viene copiato da tutti i mariti: il colpo risuona nelle case dei vicini, nel quartiere, per le strade, tra grattacieli e clacson di una metropoli che deflagra di pistolettate.

La tournèe dello spettacolo proseguirà a Salerno (Teatro Ghirelli, dal 24 al 27 ottobre 2014) e a Roma (29 ottobre), nella forma originale di radiodramma in diretta dalla sala A di via Asiago per ‘Il Teatro di Radio 3’, e il 30 ottobre, in un’anteprima al Teatro Vascello, nella programmazione delle ‘Vie dei Festival’. Ulteriori debutti, già confermati per il 2015, saranno: Ravenna (Teatro Rasi, 3 marzo 2015), Barcellona (Teatro Lliure, dal 6 all’8 marzo 2015), Napoli (Teatro San Ferdinando, dal 10 al 15 marzo 2015).

Il 31 ottobre, in occasione del trentesimo anniversario della scomparsa di Eduardo, andrà in onda su Rai 5 il documentario Eduardo la vita che continua, diretto da Francesco Saponaro, prodotto da Rai Cinema e Digital Studio in collaborazione con Teatri Uniti.

Info e prenotazioni : Piccolo Teatro Studio - via Rivoli 6, Milano - dal 10 al 19 ottobre 2014 - Dolore sotto chiave e Pericolosamente, due atti unici di Eduardo De Filippo, con un prologo da I pensionati della memoria di Luigi Pirandello con Tony Laudadio, Luciano Saltarelli, Giampiero Schiano, regia di Francesco Saponaro - martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16; lunedì riposo - www.piccoloteatro.org.

 Versione stampabile




Torna