La mostra raccoglie una sessantina di dipinti realizzati dalla metà degli anni ottanta ad oggi

Piero Boni - Un mondo che non è qui

  Cultura e società  

La Fondazione Antonio Mazzotta presenta dal 25 settembre al 2 novembre una mostra antologica dedicata al pittore Piero Boni, nato a Senigallia (Ancona) il 23 aprile 1936. Dopo pochi mesi dalla nascita si trasferisce con la propria famiglia a Bergamo ed è proprio nel capoluogo lombardo che Boni si avvicina alla pittura, frequentando per un breve periodo lo studio di Domenichini e imparando i rudimenti del mestiere da alcuni pittori locali. Stimolato dalla nuova passione si esercita da autodidatta copiando dipinti e opere di epoca classica. Parallelamente compie i propri studi fino al conseguimento della laurea in Giurisprudenza, dopo la quale decide di intraprendere la strada della libera professione, diventando notaio e allontanandosi dall’attività pittorica per molti anni. Solamente nel 1984 torna a dedicarsi a tempo pieno alla pittura.

La mostra raccoglie una sessantina di dipinti realizzati dalla metà degli anni ottanta ad oggi. Tra tutti spiccano lavori come Pianeta Terrico. Guerra (1984), Pianeta Giò. Raggi di sole solidificati (1992), Pianeta Giò. Isola in contenitore. Influssi cosmici su vegetazione astrale (1995) e i più recenti Pianeta Artù. Piccolo vulcano spirituale con villaggio interno e cielo intelligente che vuol sembrare astratto. A fianco residuo di vulcano spento (2004) e Confine tra i pianeti Giò e Artù. Villaggio cosmico a ridosso della grande siepe (2004).

Le opere esposte mostrano al pubblico le tappe fondamentali della ricerca artistica di Boni, che in oltre vent’anni di carriera è riuscito a sviluppare uno stile espressivo personale e riconoscibile. Influenzato dalla letteratura e dalle filosofie orientali, l’artista ha incentrato tutta la sua ricerca sull’indagazione della dimensione spirituale della natura umana, dando vita a due mondi fantastici, il Pianeta Giò e il Pianeta Artù, il primo dominato da boschi magici, foreste pluviali, isole selvagge e montagne maestose, il secondo regno della meditazione, della trasparenza e dello spirito. Il risultato è una pittura nella quale figurazione e astrazione si fondono a creare immagini visionarie, eteree, a tale proposito il curatore Claudio Cerritelli commenta: “In effetti, tracce di somiglianza col mondo cosiddetto reale si riscontrano in ogni opera, la loro presenza è costante in quanto garantisce un livello di riconoscibilità immediata che viene modificato da situazioni inattese, influenze spirituali che avvolgono il clima rarefatto di ogni visione”; “Sono immagini di mondi cristallini, paesaggi fantastici abitati da luminosi vapori, presagi di eteree latitudini, luoghi estremi dove l’occhio vaga tra visioni arboree, nuvole alate, ombre eternamente in fuga, orizzonti sospesi nella vertigine di pure esalazioni mentali”.

A completare la rassegna una serie di bozzetti su carta e un filmato contenente un’intervista all’artista e un commento del curatore Claudio Cerritelli

La mostra è realizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo, il Centro Arti Visive, la Galleria Ceribelli di Bergamo.

Il catalogo, edito da Mazzotta, contiene le riproduzioni a colori di tutte le opere esposte e testi bilingue in italiano e inglese di Claudio Cerritelli e Franco Marcoaldi, accompagnati da un dialogo tra Luigi Sansone e Claudio Cerritelli e da una ricca antologia critica con interventi di Flavio Caroli, Vittorio Sgarbi, Mauro Corradini, Marco Goldin, Paola Artoni e da alcuni testi dell’artista.

Ulteriori informazioni: Fondazione Antonio Mazzotta - Foro Buonaparte, 50 - 25 settembre / 2 novembre 2008 - Orari: 10-19.30, chiuso lunedì. Ingresso libero - tel. 02.878197 - www.mazzotta.it - informazioni@mazzotta.it.

 Versione stampabile




Torna