Mostra a cura di Mariarosa Masoero presso la Biblioteca Nazionale Braidense. Sezione Pavese e La/la Romano a cura di Antonio Ria e Giovanni Tesio

Omaggio a Cesare Pavese nel centenario della nascita

  Cultura e società  

Lunedì 16 giugno, presso la Sala Maria Teresa della Biblioteca Nazionale Braidense a Milano,  Via Brera 28, è stata inaugurata la mostra Omaggio a Cesare Pavese nel centenario della nascita, curata da Mariarosa Masoero, direttrice del Centro Interuniversitario Guido Gozzano —  Cesare Pavese di Torino, e — per la sezione Pavese e Lalla Romano  —  da Antonio Ria e Giovanni Tesio,  presidente del Comitato Nazionale per le celebrazioni del Centenario della nascita di Lalla Romano.

L’esposizione, promossa dal Comune di Milano nell’ambito della manifestazione La bella estate 2008, è realizzata in collaborazione con l’Associazione Amici di La]la Romano. Aperta al pubblico fino al 25 luglio, la mostra è visitabile nei seguenti orari: da lunedì a venerdì dalle 9.30 alle 17, il sabato dalle 9.30 alle 13 (dal 10 luglio il pomeriggio e il sabato visita su appuntamento).

L’esposizione Omaggio a Cesare Pavese nel centenario della nascita, attraverso documenti e materiali rari e m parte inediti —  libri, manoscritti, lettere, carte, locandine cinematografiche, prime edizioni di romanzi, fotografie e dipinti, manifesti, fumetti — intende offrire un contributo alla conoscenza di aspetti meno noti dell’opera di Cesare Pavese, indagando in particolare l’interesse per il cinema (i film che vide, i suoi soggetti cinematografici, le sale torinesi del tempo, le pellicole nate dalle sue opere — come Le amiche, che Michelangelo Antonioni girò ispirandosi a Tra donne sole), i rapporti con la città di Torino in cui visse e scrisse (sezioni Lo scrittore nella città e Una città da scrivere) e le relazioni con gli scrittori del suo tempo, soprattutto con Lalla Romano, alla quale era legato da profonda amicizia: fecondo rapporto che viene ricostruito in una specifica sezione della mostra, dove per la prima volta vengono esposte una decina di lettere inedite di Lalla a Pavese, provenienti dall’Archivio Einaudi e depositate presso il Centro Studi di Letteratura Italiana in Piemonte Guido Gozzano — Cesare Pavese.

Del continente Pavese il rapporto con Lalla Romano è un distretto piccolo ma significativo, di cui cerchiamo di dare un saggio in questa mostra che a Pavese è dedicata. - precisa  Giovanni Tesio - Ambedue piemontesi. Ambedue,  e sia pure in senso diverso,  cuneesi, e dunque conterranei. Ambedue hanno frequentato l’Ateneo torinese negli anni Venti (di cui Lalla Romano parla nel romanzo Una giovinezza inventata). Ambedue,  e in modi anche qui diversi,  hanno praticato l’arte sublime della sprezzatura, rivelando caratteri asprigni e severi, capaci tuttavia di profonda tenerezza. Un’amicizia,  come documentano le lettere,  nata soprattutto nei primi anni Quaranta (Pavese che chiede a Lalla Romano di tradurre i Trois contes di Flaubert per Einaudi). Poi alimentata da incontri, letture, scambi epistolari. E infine, dopo la morte di Pavese (1950), accudita dalla memoria con cui Lalla Romano lavorò nel tempo a disegnare dell’amico,  e non solo in occasioni anniversarie,  uno sfaccettato ricordo. Ricordando a nostra volta che a una considerazione di Pavese si ispira l’esergo del romanzo di Lalla Romano, Tetto Murato (“Non c’è vero silenzio se non condiviso”) ci auguriamo che questo accada nelle due bacheche allestite per raccontare un importante episodio di amicizia letteraria.

Per informazioni: Biblioteca Nazionale Braidense - tel. 02 8646.0907 int. 536/545 (dalle 9 alle 14) - claudia.romano@benjculturali.jt — gabriella.fonti@beniculturali.it

Associazione Amici di Lalla Romano – tel. 028646.3326 - cell. 3485601217 - antonioria@libero.it

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