Luca Goldoni ha presentato il suo nuovo libro

La Sardegna che non ti aspetti

  Cultura e società  

Mercoledì 11 Giugno a Milano, presso il RICCI, in Piazza Della Repubblica 27, nel corso della serata, coordinata da Francesca Lovatelli Caetani, Luca Goldoni ha presentato il suo nuovo libro.

Nato a Parma nel 1928, Goldoni è giornalista, scrittore, umorista, che ha raccontato, con i suoi reportage da tutto il mondo e i suoi numerosi bestseller sul costume italiano, i luoghi e i tempi della nostra storia.

Dalla penna del grande giornalista e scrittore, è uscito un tour nella Sardegna odierna, tra luci e ombre, tra odori e sapori, in un navigare di sensazioni che colpiscono per la precisione e per la cruda analisi. Con questo libro Luca Goldoni scava all’interno di un’isola lontana e al tempo stesso vicina alla babele consumistica dei nostri anni. Ritrova così momenti di un universo, un microcosmo, dimenticato, quasi sepolto, letteralmente in via di estinzione. Con una serie di quadretti stilisticamente perfetti, densi di humor, si riappropria di una terra che, volendo, è anche sua. Da assiduo frequentatore delle sue vere e autentiche bellezze, l’autore rifugge da Billionarie, da starlette e croceristi rampanti, da russi miliardari e cafoni nostrani. Passo dopo passo, viaggio dopo viaggio, viene alla luce un mondo di relazioni, tradizioni, saperi ancestrali, saggezza contadina, sedimentati nella coscienza del popolo e solo ultimamente svillaneggiati dalla globalizzazione. Ed è a questa Sardegna che il Goldoni uomo e letterato punta, nella convinzione che solo salvaguardando questi particolari etnici si possa proteggere una società giornalmente scazzottata dal modernismo.

La presentazione del libro, edito dal Gruppo Editoriale Zonza (www.zonzaeditori.it) è stata accompagnata dalla Malvasia della Tenuta Vigne Silattari di Bosa, una tra le più belle e caratteristiche delle sette città regie della Sardegna, che si affaccia sullo splendido mare dell’omonimo golfo.

La Tenuta Vigne Silattari (http://www.silattari.com), inserita in un contesto di pregio ambientale e paesaggistico di rara bellezza, guardata a vista da Modolo, comune fra i più piccoli d’Italia, affonda le radici nel lontano passato, quando l’arte di produrre la Malvasia era riservata a pochi: le antiche tinaie, presenti lateralmente ai due stabili di fine ‘800, ubicati all’interno della tenuta, sono concreti esempi di una tradizione che ha profondamente segnato il territorio e gli uomini che vi abitano. Le Vigne Silattari si adagiano in una cornice di uliveti secolari e rocce calcaree invecchiate ed erose dall’instancabile vento di nord est, il Maestrale. Il naturale declivio del versante, l’esposizione dei filari, la bassa produzione delle viti coltivate in asciutto, assecondano il naturale lavoro del sole dando alle uve gradazioni di aromi impareggiabili. Il prodotto principale è Ofelia, ottenuto da uve di un antico vitigno autoctono, ricco di aromi, che fa rivivere il nome di un donna di altri tempi, antica proprietaria del Vigneto che, 50 anni fà quando l’arte enologica moderna era lontana, produceva e imbottigliava la Malvasia di Bosa Cru Silattari, un vino santo e malvagio. Altro prodotto interessante è il Grand Cru, vino spumante aromatico di qualità, dal pelage fine, continuo e persistente, ottenuto con il metodo Charmat.

G.S.

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