La mostra, promossa dalla Provincia di Milano, è in corso a Palazzo Isimbardi, Sala Ante Giunta, fino al 25 aprile 2011

Un Bacio per Italia

  Cultura e società  

Nell'ambito delle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia, la Provincia di Milano ha promosso, nella prestigiosa sede di Palazzo Isimbardi, in Corso Monforte 35, il progetto espositivo Un Bacio per l'Italia. Hayez. La genesi di un capolavoro.

La mostra è aperta fino al 25 aprile 2011 presso la Sala Ante Giunta della dimora storica milanese e ospita quattro opere del grande artista veneziano Francesco Hayez, tra cui il famoso Bacio nella redazione più privata e intima delle quattro realizzate dal Maestro, il piccolo olio donato dall'artista alla sorella della modella e amica Carolina Zucchi.

Accompagnano l'esposizione del dipinto tre acquerelli, che introducono il visitatore allo spirito della mostra: L’addio o L’ultimo bacio di Romeo e Giulietta (1830 circa), Un pensiero malinconico (1842) e Il Bacio (1859) rappresentano, infatti, l'antefatto del più celebre dipinto che, in una dimensione allegorica, diviene strumento visivo utile a ripercorrere la marcia verso la creazione dello Stato Unitario.

La Provincia di Milano, nell’ambito del programma per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità Nazionale, ha ritenuto significativo proporre una mostra dedicata alla genesi di una delle opere più note della pittura italiana del XIX secolo. - osserva il Presidente della Provincia di Milano On. Guido Podestà - L'ultimo bacio dato a Giulietta da Romeo accompagna sia la pittura di Hayez che l'intera vicenda risorgimentale e unitaria, divenendone un potente e riconosciuto simbolo già all’esposizione Universale di Parigi del 1867. La passione che si può leggere nel dipinto di Hayez rappresenta il simbolo e il riconoscimento di un comune fondamento: alle assonanze di una lingua, alle promesse di una cultura millenaria, ad un sentimento di Nazione fondato sul sentirsi un popolo unito da un comune destino.

Considerato uno dei più significativi interpreti del Romanticismo italiano, attraverso il celeberrimo Bacio, Hayez non celebra solo il sentimento d'amore romantico, ma anche quello patriottico.

In un crescendo di complessità stilistica e di pregnanza simbolica, Hayez - in quattro successive redazioni dell'opera - esalta l'epopea risorgimentale attraverso il simbolico ultimo e appassionato saluto d'amore che precede la partenza del soldato per la battaglia, atto eroico che riconsegnerà l'Italia unita.

L'opera apparve per la prima volta al pubblico a Brera il 9 settembre 1859, suscitando un immediato e unanime consenso sia per il tema romantico così appassionatamente rappresentato sia per il motivo patriottico che incarnava. Oltre alla famosa redazione del 1859, tutt'oggi custodita presso la Pinacoteca di Brera, esistono altre tre versioni realizzate tra il 1859 e il 1861, tutte facenti parte di collezioni private.

Il dipinto presentato a Palazzo Isimbardi, giunto agli attuali proprietari per via ereditaria dalla famiglia Zucchi, da molti anni non veniva più esposto ed è eccezionalmente presentato in questa occasione. Rispetto alla tela di Brera, questo olio aggiunge, al di là di qualche elemento architettonico mutato, un dettaglio di rilievo: il panno bianco, un velo caduto, che rappresenta una novità significativa nella definizione del messaggio politico proprio dell'opera. Il bianco (che nella scena di Brera era affidato solo alle maniche della veste della donna), il verde del risvolto del mantello, il rosso della calzamaglia dell'uomo e l'azzurro dell'abito femminile: incrociati sono i colori che vanno a comporre le bandiere delle due nazioni sorelle, Italia e Francia, la cui alleanza aveva reso possibile la vittoria contro gli Asburgo. È la versione del 1861, poi, a rappresentare il raggiungimento dell’ideale unitario: con l’impresa dei Mille, l’Italia aveva dimostrato di poter fare a meno della Francia e Hayez elimina il riferimento all’azzurro dell’abito della donna, che diviene ora una serica veste bianca, lasciando così posto ai soli colori del vessillo del neonato Regno d’Italia.

La mostra costituisce anche un’occasione per visitare preziosi interni dell’ala “storica” di Palazzo Isimbardi, aperti al pubblico solo in occasione di visite guidate.

Info: Provincia di Milano, www.provincia.milano.it, tel. 02 7740.6302.

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