Stati Generali delle Proteine Alternative (SGPA): innovazione e gusto per un mercato da 240 miliardi
Un mercato globale in piena espansione, spinto da un’innovazione senza precedenti, che si scontra però con la sfida più difficile: il piatto del consumatore. È questo il paradosso che definisce oggi il settore delle proteine alternative: da un lato, un contesto di urgenza in cui il consumo mondiale di carne è destinato ad aumentare del 50% entro il 2050; dall'altro, segnali di cambiamento visibili, con il 51% degli europei che nel 2023 ha ridotto il consumo di carne - con Paesi come Italia e Germania in testa (59%).
Una consapevolezza che si traduce in un approccio più ponderato al consumo. Si assiste quindi a una ridefinizione del rapporto anche con la carne, vista come un alimento da consumare "responsabilmente", ad esempio scegliendo carni di alta qualità, locali o da piccoli produttori. La vera sfida, quindi, è sia tecnologica, che culturale: rendere le innovazioni non solo disponibili, ma realmente desiderabili dal punto di vista del gusto e delle proprietà nutritive.
È il quadro che emerge dagli Stati Generali delle Proteine Alternative (SGPA), l'evento di riferimento per il settore che si è tenuto a Milano presso la Fondazione Feltrinelli di Milano. Ideato da Maurizio Bettiga (Chief Innovation Officer di Italbiotec Srl Società Benefit) e organizzato dal team Italbiotec Srl SB, il dibattito si è articolato in sessioni dedicate a "Ricerca e mercato", con un focus sulla fermentazione in sinergia con Tofflon-Itema, la joint venture italo-cinese che ha come mission quella di accelerare l'innovazione in ambito biopharma e bioscience con soluzioni integrate e tecnologie d’avanguardia; "Innovazione e industria", coordinata da Good Food Institute Europe; "Comunicazione ed etica", ideata dal dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino e “Nutrizione e Salute” grazie al contributo speciale di OnFoods.
Riunendo scienziati, aziende, agricoltori e istituzioni, gli Stati Generali delle Proteine Alternative hanno fatto il punto sulla più grande trasformazione del sistema alimentare contemporaneo. A guidare questa trasformazione è un'ondata di innovazione senza precedenti, con oltre il 70% degli studi sulle alternative vegetali ai derivati animali pubblicati dopo il 2015: una spinta che ha portato, ad esempio, al crollo di oltre il 99% dei costi di produzione della carne coltivata.
Un mercato globale da 90 miliardi: Italia prima per numero di ricercatori
I dati di settore presentati nel corso dell’evento delineano uno scenario inequivocabile: il mercato globale delle proteine alternative, che oggi vale 90,5 miliardi di dollari, è destinato a raggiungere i 238,7 miliardi entro il 2034 [1], con un tasso di crescita annuale (Compound Annual Growth Rate, CAGR) del 9,8%. Un boom trainato da un'impressionante accelerazione della ricerca scientifica in Europa, dove i finanziamenti pubblici sono quasi triplicati negli ultimi cinque anni, raggiungendo i 318 milioni di euro.
L'Italia si distingue come prima nazione in Europa per numero di ricercatori attivi nel settore (633), a testimonianza di un'eccellenza scientifica pronta a guidare l'innovazione. A confermare l’interesse sono i consumatori stessi: nel 2024, le vendite di prodotti vegetali hanno toccato i 639 milioni di euro (+16,4% sul 2022), con alternative vegetali al formaggio che hanno raddoppiato il loro valore in due anni (+100%), e il 59% degli italiani afferma di aver ridotto il consumo di carne[2].









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