in mostra oltre 120 ceramiche prodotte a Montelupo

Montelupo Fiorentino, Palazzo Podestarile e Museo della Ceramica: Di tutti i colori

  Cultura e società  

Dal 16 marzo al 28 luglio 2019 al Palazzo Podestarile e al Museo della Ceramica di Montelupo Fiorentino (FI) si potrà visitare, dal 16 marzo al 28 luglio 2019, la mostra dal titolo Di Tutti i Colori, che presenterà oltre 120 opere ceramiche prodotte a Montelupo.

La mostra delinea una inedita ed articolata rassegna dedicata ai colori e alle narrazioni ispirate alle ceramiche della “Fabbrica di Firenze”, dalle sue origini (XIII secolo) fino a oggi. dal 1200 a oggi: celebra, così, la ceramica e i suoi inconfondibili colori.

La fama della ceramica montelupina conobbe il suo apice in epoca medicea, fra l'Umanesimo e il Rinascimento, quando i manufatti creati dai maestri della cosiddetta “Fabbrica di Firenze” divennero un vero status symbol per le famiglie nobili toscane. In occasione dei matrimoni fra i giovani delle più importanti casate, infatti, venivano ordinati interi servizi costituiti da centinaia di pezzi dipinti con gli stemmi araldici dei committenti.

La rassegna, arricchita di interventi multimediali e materiali d’archivio, offrirà un’esplorazione sulle manifatture tra l’800 e il ‘900 che hanno scritto la storia del design ceramico e su quelle più significative che hanno segnato la storia del design ceramico, legate ad importanti famiglie quali Fanciullacci, Bitossi, Mancioli e altre.

L’esposizione, dal titolo Di tutti i colori, è promossa dalla Fondazione Museo Montelupo, curata da Alessandro Mandolesi, direttore scientifico del Sistema Museale di Montelupo Fiorentino, e da Marina Vignozzi Paszkowski, curatrice del Museo Artistico Industriale Bitossi.

Il colore diventa nella mostra un'importante chiave di lettura della ceramica montelupina, rappresentata da una selezione di opere esposte al Palazzo Podestarile, costruita con prestiti da importanti collezioni pubbliche e private, concepita come un’anticipazione del percorso di approfondimento allestito nel vicino Museo della Ceramica. - afferma Alessandro Mandolesi - Anche qui è stato approntato un percorso tematico che propone una serie di “racconti di ceramica” legati ai soggetti dipinti sulle superfici smaltate, trasformati in elementi “parlanti” per rivelare fatti, curiosità e significati sociali dell’epoca. L’osmosi fra oggetti di “colore” e oggetti di “narrazione” offre una panoramica più intuitiva e coinvolgente sulle produzioni del passato, giocata sia sul registro comunicativo che emotivo, grazie anche ad alcuni interventi tecnologici.

Il percorso espositivo si apre con la sezione che ricostruisce la lunga vicenda della ceramica di Montelupo attraverso il diverso utilizzo dei colori nelle varie epoche. Si va dal verde-bruno tardo-medievale (dagli ossidi ramina-manganese) all’azzurro-blu dell'Umanesimo (ossido di cobalto), dal giallo-oro del tardo Quattrocento all'impareggiabile e misterioso “rosso di Montelupo” del Rinascimento maturo. Una summa di tonalità che si consolida in una tradizione cromatica unica e che trova, nel Seicento, una divertente e originale manifestazione negli “arlecchini”, ossia dei piatti fatti di vivaci colori sui quali venivano dipinti personaggi del tempo rivisitati con tono caricaturale, espressione ironica della cultura popolare dell'epoca. Viene analizzata anche la ricca presenza di racconti, di simboli e di curiosità che le raffigurazioni ceramiche hanno tramandato. Tra questi, ad esempio, il bel boccale dal Museo del Bargello di Firenze con lo stemma delle famiglie Medici e Salviati, il cui emblema è compreso all’interno di un grande anello diamantato, probabilmente a celebrare il matrimonio fra il condottiero Giovanni delle Bande Nere e Maria Salviati, nipote del papa mediceo Leone X, avvenuto nel 1516, dalla cui unione - oltre a garantire la continuità della stirpe medicea - nascerà Cosimo I, futuro Granduca di Toscana.

La seconda sezione si focalizza sulla rappresentazione dello stile e del gusto fiorentino nella ceramica dell'Otto e Novecento. Il racconto s’inserisce nella storia della società toscana moderna, con oggetti affiancati da immagini, proiezioni multimediali e suoni, capaci di esaltare i temi salienti del percorso produttivo, a metà tra tradizione e innovazione, oltre al significativo contributo artistico e commerciale, fatto in primo luogo di idee e di manufatti, che la produzione ceramica di Montelupo ha offerto sino ai giorni nostri. Fra i temi affrontati spiccano la rinascita della ceramica attraverso l'attività di Raffaello Fanciullacci e il recupero della tradizione storica; le nuove tendenze declinate nelle principali manifatture novecentesche (Bitossi, Corradini, Corti, Gianni ecc.) e la produzione di maiolica artistica (raffaellesca, robbiani, istoriato) rappresentata anche da bozzetti e disegni; la ricostruzione e gli sviluppi commerciali attraverso produzioni di ceramica artistica e design; i filoni stilistici della ceramica in stile moderno degli anni cinquanta e le ceramiche di serie degli anni ‘60-’70; le immagini di colore e le linee di straordinaria creatività che hanno caratterizzato gli anni ’80, quelli del design “pop”, del post-modernismo in cui si andava cercando un mercato d’élite.

Accompagna la mostra il catalogo All’Insegna del Giglio (Sesto Fiorentino).

Info: Di tutti i colori. Racconti di ceramica a Montelupo, dalla “fabbrica” di Firenze all’industria e al design - Palazzo Podestarile, via Baccio da Montelupo 45, e Museo della Ceramica, piazza Vittorio Veneto 10, Montelupo Fiorentino (FI) - dal 16 marzo al 28 luglio 2019, dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 19.00, lunedì chiuso - ingresso intero 5 euro, ridotto da 1 a 4 euro (nel costo del biglietto è compresa la visita al Museo della Ceramica) - tel 057151352 - info@museomontelupo.it - www.museomontelupo.it

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