Sensibile, intenso, umanissimo, il bel film di grande e potente originalità

Locke: l’attesa opera seconda di Steven Knight, un successo

  Cultura e società  

Una vita rovesciata e messa in discussione in una notte. Un’improvvisa percezione di sé in maniera totale, una presa di coscienza e di responsabilità che mette a nudo l’anima.Ivan Locke guida nella notte verso Londra. È un costruttore di edifici, ma questa notte si consuma la demolizione della sua vita. All'alba avrebbe dovuto presiedere alla più ingente colata di cemento di cui si sia mai dovuto occupare. Gli americani e i suoi capi hanno incaricato lui, perché per nove anni è stato un lavoratore impeccabile, il migliore: solido come il cemento, appunto. Ma la telefonata di una donna di nome Bethan riscrive l'esistenza di Locke. Prima di quella telefonata, e del viaggio che ha deciso di intraprendere di conseguenza, aveva un lavoro, una moglie, una casa. Ora, nulla sarà più come prima.L'attesa opera seconda di Steven Knight non solo soddisfa, ma supera piacevolmente le aspettative.In quasi novanta minuti, il tempo della storia e il tempo del racconto coincidono e non c'è altro luogo al di fuori dell'abitacolo della Bmw in movimento.Tutto il tempo è impegnato in un dialogo telefonico continuo con i coprotagonisti: la donna da cui attende un bimbo, dall'ospedale di Londra, la moglie Katrina e i due figli da casa, Garreth, il capo furioso, e Donal, l'operaio polacco al quale Ivan Locke ha affidato la delicata gestione di ogni preparativo in sua assenza.

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