50 anni di grattacieli nel capoluogo lombardo di Massimo Beltrame

Edizioni MilanoExpo: Milano guarda in alto

  Cultura e società  

Nel 1910 a Milano, dal balcone di casa, Umberto Boccioni fissa su tela lo spettacolo della ‘città che sale’. Oggi, a un secolo di distanza, Milano è di nuovo in una fase di forte trasformazione. Alte costruzioni salgono al cielo, ridefinendo in maniera netta lo skyline della città e conferendo all’immagine urbana un aspetto unico nel panorama italiano. Il Pirelli, dopo 50 anni, perde il primato di tetto della metropoli, superato in altezza da ben sette grattacieli, mentre il punto più alto della città passa da 127,10 a 232 metri (Torre Unicredit). Si tratta di una trasformazione estetica radicale eppure non estranea alla storia dell’architettura milanese: a differenza di altre città italiane, infatti, fin dai primi del ’900 la capitale lombarda ha sviluppato una continua ricerca sulla tipologia a torre. Milano guarda in alto parte proprio da qui: compie un’analisi dettagliata di tutte quelle opere che dal passato a oggi hanno progressivamente contribuito a portare il limite del cielo sempre più in alto. La conclusione di questo percorso sono le schede descrittive delle torri recenti, vale a dire l’analisi dei nuovi grattacieli come naturale sviluppo di questa affascinante ricerca dell’architettura milanese.

Il libro è nato in maniera molto semplice: osservando la città che cambia. Non stiamo parlando dell’ennesimo recupero di un’area dismessa (sull’esempio degli stabilimenti dell’Om, dell’Ansaldo o dell’Alfa Romeo). No, in questo caso siamo dinnanzi a un fenomeno del tutto diverso: stiamo parlando di grattacieli, presenze che nella percezione collettiva dividono, suscitando grandi entusiasmi o tenaci resistenze. Nasce però non solo come recettore del cambiamento, ma anche (e soprattutto) con l’intento di fare un po’ di chiarezza, cercando, seppur nella consapevolezza dei propri limiti, di liberare il campo da prese di posizione aprioristiche attorno al grattacielo.È diviso in due parti: nella prima, un racconto di stampo storico (Le radici storiche in America: Chicago e la culla del grattacielo – Nascita e sviluppo del grattacielo milanese: Milano, dalle prime torri al boom economico – Gli Edifici gemelli di piazza Piemonte – La Torre Rasini – La Torre Snia Viscosa – La Torre Locatelli – Dalla Torre Locatelli al boom economico – Verso il futuro) ricostruisce, omaggiando la città di Chicago, il percorso del ‘costruire alto’ a Milano; vuole ricordarci che la comparsa di questa soluzione architettonica nella capitale lombarda non è accidente estraneo al corpo della città, bensì risultato di un lungo percorso di ricerca. La seconda si articola in schede, una per ogni grattacielo, ordinate per altezza (Torre Unicredit – Torre Isozaki il ‘Dritto’ – Torre Hadid lo ‘Storto’ – Palazzo della Regione – Torre Libeskind il ‘Curvo’ – Torre Solaria – Torre Varesine B ‘Diamantone’ – Grattacielo Pirelli  – Torre Breda – Bosco Verticale – Torre Galfa – Torre Velasca – Torri Garibaldi – Gemini Center – B4 – Torre Uffici Tecnici Comunali – Giax Tower – Torre di Porta Romana – Torre Revere – Centro Svizzero). In questo caso, l’obiettivo vuole essere l’analisi dettagliata delle singole opere, al fine di facilitarne la lettura e il relativo giudizio.L’augurio è che gli sforzi possano servire allo scopo, vale a dire dare al cittadino, o al turista, alcune coordinate entro le quali interpretare le nuove opere. Una bella sfida, chissà se riuscita o meno… Come diceva Giuseppe Verdi, il pubblico – in questo caso il lettore – deciderà.     Massimo Beltrame (Milano, 1975). Studi classici al liceo Beccaria e laurea in Filosofia presso l’Università degli Studi di Milano, dal 1997 al 2002 ha collaborato con il sito NYC Skyscrapers sulla storia dei grattacieli newyorchesi. Nel 1998 con il prof. Giovanni Piana (Filosofia teoretica) ha condotto un lavoro di approfondimento universitario intitolato “La concezione della spazialità nell’architettura contemporanea”, con focus sul concetto di spazio nelle architetture milanesi di Aldo Rossi e Mario Bellini. 

Nella  collana Itinerari di Edizioni MilanoExpo, Prima edizione novembre 2012Pagine 160 (a 2 colori) – Ricco apparato iconograficoFormato 11,5x19Prezzo 12,00 euroLegatura brossura

 

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