Pittura e scultura fino al 9 novembre presso la Galleria d’Arte Moderna Palazzo Forti di Verona

Roberto Barni: Fermi Tutti

  Cultura e società  

“Fermi tutti” è il titolo della mostra che viene inaugurata il prossimo 20 giugno presso la Galleria d’Arte Moderna Palazzo Forti, curata da Giorgio Cortenova e Patrizia Nuzzo. Da tempo attesa dal pubblico e dalla critica, la rassegna è dedicata a Roberto Barni, artista di fama internazionale, nato a Pistoia nel 1939, già presente con due sculture nella collezione della Galleria e con diverse opere in prestigiose collezioni pubbliche italiane ed estere, quali il Gabinetto dei Disegni e Stampe degli Uffizi di Firenze, il Queens Museum di New York e la Tate Gallery di Londra.

Nelle antiche sale affrescate di Palazzo Forti, la pittura incontra la scultura, creando suggestive e magiche ambientazioni, attraverso settanta opere, realizzate per la maggior parte tra il 2000 e il 2008: un excursus nella poetica dell’artista che testimonia come Barni, fin dagli anni settanta - quando in Italia e nel mondo si consolida l’arte concettuale e minimale - si fa interprete di un linguaggio originale e autonomo.

La sua ricerca è incentrata sulla figura dell’uomo che vive un senso di precarietà, in bilico ai margini del mondo, un viandante che non soggiace alle idee correnti e non sopporta gli spazi assegnati, un pedone “curioso di conoscere e non di farsi conoscere”.

I dipinti, circa quaranta, realizzati appositamente per questa mostra, sono spazi metaforici da cui scaturisce come un enigma la dimensione del tempo; figure dalle linee eleganti e stilizzate, evocano, nella loro semplicità, le forme di una malinconia quattrocentesca, assolutamente toscana, anche grazie alla cromia che indulge ai grigi, alle terre, ai rosati, accanto ai primari di cui Barni è maestro.

Nella sua produzione scultorea più recente, esili figure maschili in bronzo - taciturni veggenti assorti in una loro sfuggente interiorità - sono protagonisti di un mondo dove il paradosso disegna le coordinate di un luogo poetico e metafisico.

Non solo la scultura, ma anche la pittura e la letteratura del novecento hanno tracciato i profili di questi nuovi eroi, apparentemente toccati dall’insensatezza, uomini che si tendono le mani sul bordo di una vasca, attorno ad un tavolo, che si fronteggiano alle estremità di un dondolo, senza mai incontrarsi, opponendo, così, ironicamente le loro differenti pulsioni.

Ed è proprio in questo incontro tra componenti enigmatiche e contraddittorie, in questa costruzione contrappuntistica, musicale, che si esplica l’essenza tragicomica dei personaggi di Barni che evocano la condizione dell’uomo contemporaneo.

L’arte di Barni, attraverso un umorismo lieve, suggerisce una riflessione sulla società di oggi, dove ciò che è accidentale e provvisorio diviene “status” esistenziale immutabile.

Il mondo di Barni è commentato da un catalogo edito da Marsilio, con i contributi di Alberto Boatto, Giorgio Cortenova e Alberto Fiz, accompagnato da puntuali apparati storico-critici e da una ricca documentazione fotografica che testimonia la bellezza degli spazi della Galleria che ben si prestano ad accogliere la scultura e la pittura di un grande maestro quale Roberto Barni.

 

Luisella Ferrario

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