L’ultima fatica “letteraria” di Nicolò Scuderi, da pochi giorni nelle librerie

A me la mela

  Cultura e società  

Le voci di amici e protagonisti della cultura di oggi si intrecciano a quelle di protagonisti immaginari, mitici, figure storiche e persone reali. Interviste vere si uniscono a dialoghi di fantasia, voci che giungono dal passato che affonda le sue radici nei miti arrivati fino a noi. La ricerca della bellezza e il suo “valore” non sono affatto recenti, anche se le moderne e più sicure tecniche di medicina estetica e chirurgia plastica l’hanno resa possibile, accessibile, democratica. Essere belli però, da diritto, rischia di diventare un dovere da cui può scaturire una nuova e sottile discriminazione dove la bellezza “naturale” è più preziosa di quella “artificialmente” acquisita.

E ancora la questione tra bellezza interiore ed esteriore, e tra la bellezza oggettiva, calcolabile, misurabile con regole matematiche e il più inafferrabile fascino.

Dice bene l’antropologa Maria Teresa Russo quando afferma: La ricerca della bellezza fa parte della natura umana, ma l’esasperazione del ritocco non sarà una scorciatoia? Ne sanno qualcosa gli americani, descritti dal chirurgo plastico Bryant Toth che spiega come negli Stati Uniti i canoni siano totalmente diversi e l’intervento più eseguito sia il lifting facciale, mentre in Europa l’approccio è più progressivo, cauto, conservativo, che risente meno dei canoni esasperati di Hollywood. E poi il fotografo Carlo Orsi, che dalla moda è approdato alle missioni umanitarie di Interplast dimostrando che è possibile catturare la bellezza di chiunque, ma esprime il dubbio che il futuro per le persone “normali” non sarà semplice in quanto, dice, è difficile raggiungere la perfezione di un corpo o di un volto modellati dal bisturi. La chirurgia in queste pagine è messa al microscopio, sezionata, talvolta criticata e mai magnificata.

È sentita, invece, la necessità di distinguere interventi che possono migliorare l’autostima da altri voluttuari che rischiano, come dice lo scrittore Filippo Bologna, di minacciare l’estinzione della particolarità. Anche moda e aspetto fisico mostrano punti di contatto: quello che oggi “va” può non essere in voga tra qualche anno: le forme degli abiti sono completamente diverse da un decennio all’altro - sottolinea Stefano Dominella della maison Gattinoni - ma facce e corpi non si possono modificare come l’orlo di una gonna.

La bellezza può essere utile purché utilizzata con intelligenza e umiltà. E magari coltivata con l’alimentazione, i cui segreti sono svelati nell’intervista con il professor Giovanni Scapagnini.

Chiude il libro l’intenso dialogo con Franca Sozzani, direttore di Vogue Italia e icona dello stile, che afferma senza appello: L’omologazione è la negazione del bello.

Alla fine di ogni gruppo di capitoli le storie di pazienti, ognuno con le proprie esigenze, motivazioni, fragilità, a cui Nicolò Scuderi dedica considerazione e tempo, attento a dare una risposta scientifica e un risultato armonioso. Perché il rapporto col chirurgo plastico è particolare, il paziente non è malato ma manifesta un disagio e l’intervista con la psicologa Maria Malucelli svela un breve questionario, usato anche dall’American Plastic Surgery Association, per indagare in maniera precisa le motivazioni reali o emotive che portano una persona a chiedere l’aiuto del medico.

Ma a chi dovrebbe andare, infine, la mela d’oro? Una risposta si può trovare nelle pagine di questo libro.

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