Il film è stato presentato fuori concorso a Cannes

Mr. Beaver di Jodie Foster

  Cultura e società  

Walter Black (Mel Gibson) ha diretto con successo la sua industria di giocattoli e la sua famiglia fino all’arrivo della depressione, che gli toglie, progressivamente, ogni piacere di vivere e persino la parola. Anche il figlio adolescente (Anton Yelchin) e la ragazza di cui il giovane è innamorato (Jennifer Lawrence) soffrono di una grave forma di depressione. La moglie (Jodie Foster) resiste fin che può.

Quando la moglie lo caccia di casa per preservare i figli e spingerlo a cavarsela da sé, Walter trova la buffa marionetta di un castoro (beaver), nella quale ha infilato il braccio, ed inizia ad animarla. Parlando tramite la marionetta,Walter trova la forza per riprendersi e riscattarsi in famiglia e sul lavoro: diventa simpaticissimo, un vero vulcano di energia e di idee, si riconcilia con la moglie e il figlio piccolo, riporta l'azienda al successo. Ma presto, Mr. Beaver diventa troppo ingombrante e, infine, anche pericoloso ...

Mel Gibson non delude le aspettative: la sua performance, in un ruolo a dir poco complesso, è generosa e potente.

Jodie Foster ha fatto della sua opera terza da regista - un dramma che da personale diventa collettivo - un film intelligente, incentrato su un impianto narrativo e formale classico, con i suoi tre atti e i suoi colpi di scena al posto giusto: i momenti di leggerezza e divertimento sfumano sempre nell'amarezza dolorosa che sottende ad una storia che parla, in senso stretto, di una malattia scomoda, delle difficoltà di affrontare il mondo, la vita e sé stessi dall'altro.

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