Una mostra allestita presso il Museo Poldi Pezzoli di Milano offre l’opportunità di apprezzare il lavoro di Ugo Nespolo, uno tra i più noti ed eclettici artisti italiani contemporanei

Il Numero d’oro: libro d’artista realizzato da Ugo Nespolo

  Cultura e società  

Ugo Nespolo ha ideato in esclusiva per UTET il libro d’artista, dedicato al tema della proporzione aurea, e UTET ha realizzato anche il catalogo della mostra, che in venti tavole, le stesse del libro d’artista, focalizza la storia della proporzione aurea e del Numero d’oro attraverso i secoli: dalla piramide di Cheope, a Euclide, a Platone, al Partenone di Fidia, al pentagono stellato di Pitagora, alla sequenza di Fibonacci, a Seurat, a Keplero, alla spirale logaritmica, a Salvator Dalì, a Le Corbusier. Ma la proporzione aurea, come - come dimostra Nespolo in alcune sue serigrafie - si può vedere anche nella letteratura, nella musica e nel famoso film La corazzata Potëmkin.

Il Numero d’Oro di Ugo Nespolo è una scultura-cofanetto contenente venti serigrafie a colori di grande formato cm 45x70, piegate e non legate, secondo la più antica e pregiata tradizione dei libri d’artista. La stampa delle tavole è stata eseguita in serigrafia a colori sulla carta speciale Alcantara da 310 grammi con bordi realizzati nella tecnica manuale del foglio a filo d’acqua e filigrana realizzata dalla Cartiera di Sicilia. Il cofanetto è prodotto in legno ritagliato, dipinto e con parti rivestite da doratura in fogli d’oro. Nel cofanetto, oltre alle venti tavole, è contenuto, stampato in un’elegante veste grafica, il trattato sul Numero d’oro del matematico Federico Peiretti. L’opera è stata stampata in soli 425 esemplari unici al mondo, numerati e firmati dall’Autore.

Obiettivo di questa iniziativa – ha dichiarato Marco Castelluzzo, direttore generale di UTET, nel corso della presentazione della mostra – è avvicinare il pubblico a un misterioso e affascinante tema matematico-scientifico attraverso l’arte e rinnovare la tradizione del libro d’artista della quale furono Maestri Chagall, Picasso e Matisse: qualcosa più di un libro e più di un’opera d’arte, la fusione magica di diversi linguaggi di espressione e comunicazione.

Annalisa Zanni, direttore del Museo Poldi Pezzoli, ha concluso la presentazione della mostra affermando che Ugo Nespolo è davvero un antesignano estremamente raffinato del dialogo interdisciplinare tra le arti, oggi così praticato e diffuso. Nel Numero d’oro, dietro l’apparente semplicità del collage, vi sono una ricca profonda intellettualità e una padronanza tecnica davvero impressionanti, che trovano oggi in questo libro d’artista un’espressione e una rappresentazione colte e insieme gioiose che ben rappresentano le qualità di questo nostro grande artista.

Parte dell’opera è anche un trattato, scritto dal prof. Federico Peiretti, matematico e scienziato, che illustra la storia e il significato della proporzione aurea nel corso dei secoli.

Il “libro d’artista” è una pubblicazione a tiratura limitata che lega a un testo letterario le illustrazioni realizzate ad hoc da un grande artista. Le sue origini più remote sono da rintracciare nei codici miniati dell’antichità e – successivamente - nei capolavori letterari illustrati, come La Divina Commedia di Botticelli o I promessi Sposi di Giorgio de Chirico. I libri d’artista, nati grazie alla volontà di editori particolarmente raffinati e innovativi, resero possibile la magia dei “connubi artistici” tra Delacroix e Goethe, Verlaine e Bonnard, Chagall e La Fontaine, Picasso e Reverdy, Dalì e Cellini, Matisse e Joyce, Manzù e Quasimodo e molti altri ancora. Solo in un secondo momento la realizzazione di opere totalmente ideate e realizzate dall’artista ha permesso di considerare questo genere di libri un’opera d’arte completa e diversa da tutte le altre, in cui parola e immagine coesistono e si compenetravano, come per esempio nel capolavoro di Henri Matisse, Jazz.

Il Numero d’oro (1,618) esprime una proporzione tra differenti dimensioni, è il più celebre numero della storia dell’uomo e racchiude dall’antichità a oggi i segreti della bellezza e della armonia. Il suo simbolo è la lettera greca “phi” dalla iniziale di Fidia, lo scultore che realizzò il Partenone di Atene. Infatti, se si dividono il lato maggiore del tempio per il lato minore, si ottiene proprio 1,618. Il Numero d’oro si ritrova ovunque: nel ritmo della musica e della poesia, in natura nella costruzione degli alberi e dei fiori, nelle opere dei grandi artisti - nella Venere di Botticelli come nella Gioconda di Leonardo da Vinci - negli edifici più celebri del passato, nei palazzi di molti architetti moderni e in tanti altri inaspettati oggetti quotidiani, come per esempio le carte di credito e le carte SIM dei cellulari. Il Numero d’oro può essere anche in ciascuno di noi:, se, per esempio, si è alti 1 metro e 62 centimetri e l’ombelico è a un metro d´altezza da terra, allora le proporzioni del nostro corpo sono perfette e conformi ai canoni della bellezza greca. Anche Ugo Nespolo non è sfuggito al fascino della divina proporzione e, una ricerca personale lunga e approfondita, lo ha portato ad interpretare il tema del numero d’oro nelle sue differenti applicazioni - pittura, architettura, musica, letteratura, matematica, scienza – creando venti tavole in serigrafia, accompagnate da annotazioni e citazioni sul tema.

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