FOCUS ON LINE - RIVISTA NĀ° 13, 2 novembre 2008

Bellezza e Benessere, Bellezza

H7 Insomnia ControlĀ®
Per ritrovare il sonno naturale, senza farmaci

 Come affrontare l’insonnia è uno dei rebus che sembrano insolubili per la medicina moderna, che, tuttavia, ha messo a punto una serie di strategie basate su trattamenti molto diversi fra loro: dai farmaci all’agopuntura, dalle terapie psicologiche alle medicine naturali (omeopatia, fitoterapia etc.).

Il 32% degli insonni italiani utilizza sonniferi per poter dormire quelle sette ore e mezza di cui in media si ha bisogno. I farmaci più usati per curare l’insonnia sono gli ipnotici (conosciuti come sonniferi): le benzodiazepine, le imidazopiridine, i ciclopirroloni e i pirazolopirimidinici. Vanno assunti con estrema prudenza, solo dietro prescrizione dello specialista e nelle dosi indicate. Questi farmaci agiscono direttamente sul cervello e i loro principali effetti collaterali sono rappresentati da sonnolenza, disturbi della memoria e irritabilità. L’uso prolungato può causare dipendenza. Quando si smette di assumerli, possono comparire disturbi da astinenza come agitazione, attacchi di panico, dolori muscolari e alterazioni dell’equilibrio emotivo; Inoltre, risolvono il problema solo a chi ha difficoltà a prendere sonno e non a coloro i quali sono soggetti a risvegli frequenti e/o risveglio precoce.

Dormire attraverso l’assunzione di farmaci è, in realtà, un non-dormire. I sonniferi inducono il sonno ma, al tempo stesso, guidano artificialmente il cervello, che non riesce a raggiungere le fasi più profonde del riposo: in questo modo, la mente non può riposare in modo completo. Quello indotto, quindi, è un sonno parziale e più superficiale che, se protratto a lungo, produce ancor più stanchezza e stress psicofisico. Anche perché i sogni di un cervello “tranquillizzato” non possono essere gli stessi di un cervello libero: in questo modo, una delle fasi espressive più significative, quella onirica, viene imbrigliata, soffocando una psiche desiderosa di esprimersi in ogni momento. Inoltre, con l’azione dei farmaci, anche i ritmi sonno-veglia vengono alterati e la regolarità del “sempre e comunque” diventa una forzatura per l’intero organismo.

La medicina tradizionale cinese descrive con precisione i flussi che animano l’organismo e che regolano le funzioni vitali. Da questa antica scienza nasce l’agopuntura, terapia priva di controindicazioni, sempre più diffusa in Occidente non solo per curare la nausea e le patologie dolorose, ma anche l’ansia, la depressione, lo stress e l’insonnia che spesso si associa a questi disturbi. Secondo i dati FISA (Federazione Italiana delle Società di Agopuntura), nel mondo, sono 700 milioni le persone che utilizzano l’agopuntura (o altre tecniche ad essa connessa – come l’acupressione) e, in Italia, il loro numero ha raggiunto 1,5 milioni. D’altro canto, l’agopuntura è una medicina efficace a tutti gli effetti. Nel 1977 è stata riconosciuta dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e, in seguito, anche dalla FDA ( Food and Drug Administration – l’ente statunitense che controlla la sicurezza dei cibi, farmaci e tecniche di cura) e dall’INH (National Institute of Health, l’Istituto Nazionale Americano della Salute). In Italia, dal 1990, l’agopuntura è entrata nel tariffario delle Aziende Sanitarie, erogabile in convenzione.

I punti di Agopuntura hanno particolari caratteristiche fisiche: sono situati solitamente in avvallamenti cutanei, sono più soffici alla palpazione e spesso dolenti alla pressione. Proprio per queste caratteristiche, estremamente facili da cogliere al tatto, consentirono, accanto all’Agopuntura, lo sviluppo del Massaggio Cinese (o Acupressione), tecnica dolce di elevata valenza terapeutica. Delle migliaia di punti di agopuntura, solo poche decine sono realmente utilizzati: fra questi uno dei più importanti è HT 7, settimo agopunto del Meridiano del Cuore, noto anche come “Shenmen”, che significa “Porta della mente” o “Porta dello spirito”: la sua sollecitazione favorisce la calma, rasserena la mente e conduce ad un vero sonno ristoratore

La corretta pratica dell’acupressione manuale del punto HT 7 o “Shenmen” richiede una stimolazione costante e ripetuta. Tale stimolazione può essere ottimamente realizzata mediante l’applicazione di dispositivi non invasivi del tipo “bottone premente” o pressore, che, come già dimostrato in precedenti esperienze, sono caratterizzati da una grande praticità d’uso e assicurano buoni risultati terapeutici, ampiamente documentati dalla letteratura medica. Basti pensare a P6 Nausea Control Sea-Band®, il Dispositivo Medico che, mediante la stimolazione del punto P6 (il punto elettivo della nausea), è utilizzato con successo ormai da diversi anni per combattere le varie forme di nausea, fra cui la nausea da viaggio (cinetosi) e la nausea gravidica.

Ed è proprio da questo concetto che è stato studiato, testato e brevettato H7 Insomnia Control®, il dispositivo medico per vincere l’insonnia, senza farmaci.