FOCUS ON LINE - RIVISTA N° 11, 1 ottobre 2008

Cultura e società, Mostre

Fra´ Galgario e la ritrattistica della realtà nel ´700
Opere dall’Accademia Carrara e dalla collezione Koelliker a Varese, castello di Masnago fino al 11 gennaio

Il Comune di Varese, in collaborazione con la Fondazione Antonio Mazzotta di Milano e con la Regione Lombardia, con il contributo della Fondazione Banca Popolare di Bergamo, presenta a settembre una grande mostra curata da Francesco Rossi e Giovanni Valagussa, dedicata a “Fra’ Galgario la ritrattistica della realtà nel ‘700”, con opere provenienti dall’Accademia Carrara di Bergamo e dalla Collezione Koelliker di Milano.

Da due grandissime collezioni, famose in tutto il mondo, una pubblica e una privata, nasce quindi questa mostra che raccoglie 65 dipinti di straordinaria importanza, realizzati da Fra’ Galgario ma anche da artisti con cui egli intrattenne a Bergamo rapporti sia di apprendistato che di lavoro.

Quasi dimenticato, e certo frainteso, per circa due secoli dalla morte avvenuta a Bergamo nel 1743 (dove era nato) all’età di 88 anni – Vittore Ghislandi detto il Frate di Galgario, recuperò il suo ruolo primario nell’arte italiana del Settecento nel 1952, in occasione della memorabile Mostra milanese dei “Pittori della Realtà”. In essa, Roberto Longhi assegnava al frate bergamasco la condizione di terminale cronologico di una successione di artisti lombardi il cui capofila era stato Vincenzo Foppa, quasi tre secoli avanti. A distanza di cinquant’anni ormai, e vistane la riedizione curata ora da Mina Gregori (2004), non si può che apprezzare la genialità della intuizione critica del Longhi, che va molto al di là della sua sostanziale infondatezza a livello storico.

Vero trionfo dell´importanza del rapporto del pubblico con il privato, la mostra raccoglie le opere dall´Accademia Carrara di Bergamo e dalla Collezione Koelliker.  Le opere, solo 67 e non una rassegna esaustiva sull´argomento e dintorni (che soprattutto esauriscono quanti, presi da sete di conoscenza la visitano) si distribuisce su due piani.

Non troppi quadri, quindi, incentrati sul ritratto di gentiluomini, nobili, prelati, alcuni colleghi pittori di tutte le età, ragazzi e qualche donna (una anche bella e civettuola nel gesto). Nella insegna del barbiere Oletta rappresenta il titolare e quanti lavorano in bottega.  Il pittore non si limita a rappresentare solo ciò che vede, ma esprime anche il suo giudizio su quanti gli posano dinanzi e ce ne mostra la severità o l´alterigia, l´umanità, la superbia o anche l´ingenuità e la modestia se si tratta di persone di umili origini. C´e anche un suo piccolo autoritratto dove si guarda come stesse studiando uno sconosciuto che vede per la prima volta.

Con pennellata sicura costruisce i volti dei vecchi che portano la vita scritta in faccia , accarezza le lucenti vesti di seta ornate di pizzi, ci mostra lo sguardo attento e vivace dei giovani che guardano speranzosi al futuro. La pennellata, inizialmente più definita, con gli anni si fa più densa e si polverizza in effetti di luce e colore che lo portano più vicino a noi

Oltre ai ritratti di fra´ Galgario ce ne sono alcuni di suoi alunni o collaboratori, tra cui spicca per bravura il Bonomino. Ci sono anche delle teste accennate con l´inchiostro seppia e delle stampe. 

Spicca, tra le opere del secondo piano, uno splendido ritratto di gentiluomo anziano di Giacomo Ceruti.

La terza parte (denominata: Fra’ Galgario e la ritrattistica a Bergamo nel ‘700) è curata da Giovanni Valagussa e presenta opere di artisti discepoli o collaboratori di Ghislandi (Paolo Maria Bonomino, Pietro Gauldo, Bartolomeo Nazzari, Gian Battista Cesareni, Antonio Cifrondi, Cesare Femi, Andrea Torresani).

Grazie ai prestiti concessi dalla Accademia Carrara, la mostra offrirà ai visitatori alcuni ritratti particolarmente significativi, quali quelli di Gerolamo Secco Suardo, Elisabetta Piovano Ghiotti, Francesca Maria Bruntino, Beltrame Daina Valsecchi. Dalla Collezione Koelliker, tra le più ampie raccolte private al mondo, si potranno invece ammirare Ritratto di gentiluomo, Ritratto di Prelato, Ritratto di Fanciullo con bolle di sapone.

Il catalogo edito da Mazzotta riproduce a colori tutte le opere in mostra. Contiene testi critici dei curatori e le presentazione del sindaco di Varese Attilio Fontana e del presidente della Fondazione Banca Popolare di Bergamo Emilio Zanetti.

Ulteriori informazioni: www.comune.varese.it/castello_masnago e www.mazzotta.it

E-mail: musei.masnago@comune.varese.it