“Il Rastrello di seta” di Sabina D’Amato

01/09/2026

Sottile e profondo, intenso e delicato, il volume di poesie di Sabina D’Amato “Il Rastrello di seta” è un piccolo gioiello.

Le poesie si susseguono brevi, illuminando una vita racchiusa in poche sillabe.

Brevi e intense, colgono la magia di attimi, affetti, immagini, luoghi, tempi passati che sono rimasti come una folgorazione nel ricordo.

Le dediche agli affetti più grandi fanno intuire un’anima ricca di spiritualità e passioni, ma anche la poesia tenerissima per il suo husky rivela l’anima di Sabina capace di slanci e ricordi intatti.

I temi si ripetono, nelle costanti: il passato, l’importanza delle piccole cose, i riferimenti culturali, vere passioni che hanno formato la coscienza e il gusto, i contrasti tra promesse e verifica, la consapevolezza serena dei propri valori.

Molto bello il tono dell’autoironia intelligente, che mescola il sorriso alle lacrime della nostalgia.

Soprattutto colpisce la lucidità con cui l’autrice coglie in uno sguardo il “lungo” tratto di vita trascorsa e lo definisce con poche esatte definizioni.

Come abbracciando con parole e sguardi l’essenzialità dei giorni trascorsi.

Emerge così la nota dominante di questa raccolta: la consapevolezza.

Quella che arriva dopo anni, quando la giovinezza è lontana, e si coglie nella distanza tutto il frutto del passato, senza rancore e senza rimpianti.

Anche perché, che cosa poteva essere diverso? Se noi allora eravamo quelli e non altri?

Che cosa rimane allora? Non cenere spenta, ma pochi intensi bagliori ricchi del fuoco passato.

Il linguaggio è adeguato a questa ricchezza interiore, così intensa e struggente.

Iterazioni, simmetrie, gli elenchi che si fanno alla fine con le idee chiare, quando si può riassumere tutto con lucidità, eliminando il superfluo e sottolineando l’essenziale.

Magari scoprendo che non capivamo di essere felici, proprio quando lo eravamo…

Così tutto sfuma nella distanza, i luoghi appassionatamente amati e dove ritorniamo ancora per ritrovare attimi vissuti, le persone che ci hanno formati, gli ideali e i valori per cui ci siamo battuti e per cui avremmo un tempo dato la vita.

Echi montaliani soprattutto nelle metafore originali, nei “correlativi oggettivi” che Sabina sceglie, a partire dal “rastrello” del titolo o dalle onde del mare, o dai cancelli e le porte, le foglie e il vento.

Ma anche echi cardarelliani?

Uno sugli altri “il miglior tempo della nostra vita ….. e lungamente ci dice addio”

“Il Rastrello di seta” di Sabina D’Amato

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Franca D.Scotti