Bari, chiesa Maria SS. del Rosario in San Francesco da Paola: finalmente visibili il Putridarium e le vele
Un mix di avanzate tecnologie ha reso di nuovo fruibili per i visitatori due piccoli gioielli della chiesa Maria SS. del Rosario in San Francesco da Paola di Bari.
Grazie al progetto sviluppato da Augmented City in occasione del restauro della chiesa, infatti, le vele architettoniche e il Putridarium hanno di nuovo la possibilità di raccontare un pezzo importante della storia e della cultura della città mediante un sistema integrato di realtà aumentata, immagini rielaborate, gemelli digitali, video descrittivi e contenuti testuali di approfondimento.
Il Putridarium, anche detto scolatoio (vale a dire l’antico ambiente funerario sotterraneo usato nel Medioevo in alcuni monasteri del Sud Italia per la mummificazione naturale dei cadaveri di monaci e monache), posto al di sotto dell’altare, non era accessibile al pubblico.
Grazie al progetto di Augmented City, fortemente voluto anche dal parroco della chiesa, don Peppino Cutrone, ora è, dunque, visitabile in maniera ‘immersiva’.
Negli ampi spazi esterni alla chiesa, una volta seguite le semplici indicazioni presenti su totem informativi per scaricare un’app, turisti e fedeli potranno ‘muoversi’ nel gemello digitale del Putridarium, ‘camminare’ negli ambienti sotterranei, che non sono fisicamente raggiungibili, fare esperienza di un bene dall’alto valore storico, culturale e spirituale in maniera inusuale e coinvolgente.
All’interno della chiesa, inoltre, l’app permette di scoprire ulteriori dettagli della struttura.
Le tecnologie digitali sono state utilizzate, infatti, per riportare alla luce le modifiche apportate alle vele delle navate nel corso dei secoli, mediante la rielaborazione di scatti fotografici acquisiti durante e dopo il restauro. Questo ha permesso di sovrapporre l’immagine originaria a quella finale, offrendo una lettura visiva immediata e accurata dell’evoluzione dell’opera. È stato, inoltre, realizzato un video narrativo che mette in evidenza i rinvenimenti di precedenti figurazioni pittoriche emerse durante il restauro, in parte successivamente celate da una velatura dorata nella porzione superiore delle vele.
Il tutto, semplicemente inquadrando col proprio smartphone i vari punti della chiesa, come se si volesse scattare una foto.
Il progetto realizzato da Augmented City include, inoltre, una documentazione testuale e fotografica strutturata per punti di interesse che rimanda al sito parrocchiale, sul quale sarà possibile scoprire altre informazioni su questa chiesa di Bari, molto importante sotto il profilo artistico e culturale.
L’amministratrice delegata di Augmented City, Katherina Ufnarovskaia, ha spiegato: Realizzare questo progetto ci ha permesso di mettere le nostre tecnologie a disposizione di un edificio che racchiude storia, cultura, arte, che riapre dopo un lungo lavoro di restauro. Il valore delle opere che sono state riportate alla luce è di particolare rilievo, parla delle radici della città. Il gemello digitale del Putridarium e tutti gli altri contenuti riescono invece a incuriosire, far sperimentare, suscitando la curiosità anche di chi, di solito, non si interessa a questi temi. Lo stiamo constatando anche portando la ricostruzione 3d del Putridarium nelle scuole col progetto ‘AR Labs for schools’: avviciniamo così i ragazzi all’arte, alla cultura e alla storia usando tecnologie avanzate racchiuse in un’app di semplice utilizzo.
Precisiamo che la startup innovativa Augmented City ha sede a Bari e opera con una rete internazionale di sviluppatori per creare gemelli digitali in 3D di spazi indoor e outdoor delle città, dando l’opportunità di lavorare con tecnologie immersive. Sinora ha sviluppato esperienze in realtà mista in 170 città di tutto il mondo e per organizzazioni di diversi settori oltre a quello della formazione: in particolare nel turismo, con la valorizzazione di beni storici, artistici e culturali, e nel settore industriale con strumenti di supporto al management e al controllo di processi.



















