UN ANNO DI SCUOLA
UN ANNO DI SCUOLA è ambientato a Trieste, e per descriverne la trama non c’è niente di meglio che un tradizionale proverbio di quelle parti: La paia tacà al fogo la se impissa, ossia La paglia vicina al fuoco si incendia.
Qui il fuoco si chiama Frederika, detta da tutti Fred, ed è una bella adolescente svedese, esuberante e sicura di sè, che arriva nel capoluogo friulano al seguito del padre venuto lì per lavoro. Più precisamente il padre, dipendente di una multinazionale, è a Trieste con l’incarico di tagliare posti di lavoro in una filiale locale e questo comporta naturalmente di riflesso qualche ostilità verso Fred da parte dei compagni di scuola, ma il tema sociale passa rapidamente in secondo piano, per concentrare la sceneggiatura sugli aspetti privati.
Fred, dovendo stare in città per un anno con il padre, si iscrive al locale Istituto Tecnico per frequentare l’ultimo anno di corso, e si ritrova ad essere l'unica ragazza in una classe di soli maschi. E qui entra in gioco la paglia del proverbio: l’arrivo della svedesina catalizza l'attenzione di tutti i ragazzi, attratti dallo stereotipo della nordica disinibita e facile preda dei latin lovers.
In realtà, al di là delle fantasticherie, l’approccio dei compagni di scuola non si traduce in molestie (salvo, in un caso isolato, la comparsa di una scritta offensiva sul muro della scuola). Anzi, Fred stringe una sincera amicizia da pari a pari con tre compagni in particolare: Antero, affascinante e riservato; Pasini, seduttore istrionico; Mitis, bonaccione protettivo.
I tre, che già costituivano un trio affiatato di amici, accolgono di buon grado Fred come una di loro, coinvolgendola in gite sul Carso triestino, in uscite serali abbondantemente bagnate dall’ottima birra del posto e anche in intere nottate passate nel loro rifugio segreto tra spinelli e confidenze.
Però, come dice la saggezza popolare, paglia e fuoco non restano vicini a lungo senza che succeda qualcosa. L'arrivo di Fred, anche se inizialmente accolta come se fosse una di loro, un po’ alla volta produce turbamenti nei tre ragazzi, mettendo a dura prova la loro amicizia.
Mentre ognuno di loro la desidera segretamente per sé, alla fine è Fred che fa la sua scelta, dando inizio ad una relazione con Antero, il più affine a lei intellettualmente. I due giovani cercano di mantenere il rapporto riservato, per evitare che ne derivi la disgregazione del gruppo, ma la realtà viene inevitabilmente alla luce e ne conseguono situazioni conflittuali volta a volta tra Antero e gli amici, tra Fred e gli amici e tra i due stessi innamorati.
Il film è dunque una interessante vetrina sul mondo degli adolescenti, in un contesto scolastico che è stato già molte volte scenario di riferimento, ad esempio con una serie di successo come Notte prima degli esami del 2006 e i suoi sequel. Mentre questi titoli però dipingono di solito un affresco di una intera classe, con una molteplicità di protagonisti di cui seguiamo le simpatie, gli amori e le rivalità, l’originalità di UN ANNO DI SCUOLA sta piuttosto nel focalizzarsi sui quattro soli protagonisti lasciando del tutto sfuocati gli altri personaggi.
Questo consente di scavare più a fondo nei caratteri e nei comportamenti di Fred e dei tre amici, sfruttando anche gli spunti che offre la particolarità della provenienza scandinava della protagonista: una ragazza locale probabilmente non avrebbe accettato una familiarità così totale con coetanei maschi, nel classico timore benpensante del “Cosa dirà la gente?”.
Nel complesso un film piacevole, non volgare, adatto a tutti e consigliabile ai suddetti benpensanti per allargare un po’ la propria visuale.
La regia è di Laura SAMANI e gli interpreti principali sono Stella WENDICK, Giacomo COVI, Pietro GIUSTOLISI e Samuel VOLTURNO. È in sala dal 9 aprile.
Ugo Dell’Arciprete



















