Nel suo libro Dario Casalini propone possibili percorsi per una moda sostenibile

Dario Casalini: “Vestire Buono, Pulito e Giusto”, manifesto per la Slow Fashion

  Cultura e società  

Dallo scorso 3 marzo (pagine 240, prezzo al pubblico 16,50 euro) è in libreria “Vestire buono, pulito e giusto, scritto da Dario Casalini, CEO di Oscalito, storica azienda di famiglia nota per la produzione di maglieria di qualità, punto di riferimento per la moda etica e sostenibile.

Il libro edito da Slow Food Editore nella Collana AsSaggi, parte da un’analisi documentata sull’industria tessile e sul suo impatto ambientale.

Attualmente, il settore moda è il terzo più inquinante al mondo, preceduto soltanto dalle filiere dell’automobile e dell’elettronica.

Mosso da profondi interrogativi sull’uomo e sul suo ruolo sulla Terra, sempre meno ospite quanto più dominatore della natura; Dario Casalini, consapevole e attento conoscitore delle dinamiche del settore, dei suoi effetti e della percezione dei consumatori, si distingue nella ricerca del nuovo paradigma che possa unire la bellezza, definita come un vero e proprio diritto dell’uomo e strumento alla felicità, a una sostenibilità a tutto tondo che abbracci e protegga l’ambiente quanto la filiera produttiva e i suoi protagonisti, compresi coloro che scelgono e indossano i capi, per i quali, la salute deve essere una delle primarie discriminanti all’ acquisto.

La prefazione del libro è firmata da Carlo Petrini, che, sin dalle prime battute, dichiara la soddisfazione di vedere affrontato un tema simile su carta, e ripensa ironicamente in prima persona alla relazione tra moda e uomo, capi e corpo umano: Una volta e per anni, in molte conferenze, dicevo spesso che se mangio una fetta di prosciutto dopo pochi minuti quel prosciutto diventa Carlo Petrini, mentre le mutande di un noto stilista no, rimangono lì fuori con il suo nome in etichetta. Era un modo un po’ simpatico per sottolineare come sia importante avere cura di cosa si mette nel proprio corpo. Ma a pensarci bene, dopo aver letto questo libro, mi viene da dire che anche le mutande sono importanti.

Esattamente in linea con il contenuto del libro è la sua forma, il suo supporto fisico: la copertina, infatti, è stata stampata su carta Refit di Favini, realizzata a partire dal recupero di residui di lavorazione della lana e del cotone, spesso lasciati come cascami al lato dei macchinari per la cardatura, la filatura e la tessitura, uniti a cellulosa utilizzando EKOenergia.

Vestire buono, pulito e giusto è una critica al sistema globale del tessile e della moda che sta contribuendo in maniera sensibile, proprio come il sistema alimentare, a minare gli equilibri del pianeta e la vita dei miliardi di persone che lo abitano, ma è anche una guida pratica per un consumatore consapevole affinché sappia compiere scelte buone, pulite e giuste cominciando dal guardaroba, invitandolo a diffidare di capi venduti a prezzi insensati, imparando a riconoscere il valore aggiunto della durevolezza dei capi, sostenendo in prima persona la circolarità del sistema e il benessere dell’uomo. Come infatti sottolinea lo stesso autore:

Vestirsi è un bisogno fondamentale dell’uomo ed è anche la sua più immediata manifestazione esteriore nel rapporto con gli altri [...] Il bello non è solo un’affermazione individualistica di sé, ma è una forma di esercizio del diritto alla felicità che richiede il rispetto dei diritti altrui e la salvaguardia dell’ambiente e della natura che ci ospitano. Il bello è quindi legato al sano, al pulito, al giusto, al durevole, quali caratteristiche di sostenibilità della filiera tessile attraverso la quale è realizzato l’abito che indossiamo.

Due note sull’autore: Dario Casalini, nato a Torino il 20 dicembre 1975, già docente universitario di Diritto Pubblico, nel 2013 lascia la carriera accademica per prendere le redini dell'azienda di famiglia, che, dal 1936, con il marchio Oscalito produce a Torino maglieria di qualità con filiera verticalmente integrata dal filo al capo finito. Non ha mai perso la passione per lo studio e dopo alcuni testi pubblicati in ambito universitario si cimenta con la saggistica divulgativa.

Info: www.slowfoodeditore.it

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