Gli interventi chirurgici agli occhi saranno eseguiti da equipe chirurgiche prive di anestesista: a rischio 600.000 pazienti ogni anno

Appello della SOI a tutela dei pazienti

  Salute  

La Società Oftalmologica Italiana lancia un appello ai pazienti che si sottopongono o si sottoporranno agli interventi agli occhi: senza anestesista in sala operatoria non fatevi operare. Tornate a casa e rivolgetevi ad una struttura che sia in grado di fornire la necessaria sicurezza.

Per risparmiare - dice Matteo Piovella, Presidente della SOI - gli ospedali e le Case di Cura convenzionate, hanno deciso che gli interventi chirurgici salva vista, dalla cataratta al distacco di retina, siano eseguiti senza medico anestesista.

La “Fondazione Insieme per la Vista” e l’ASMOOI auspicano un immediato intervento da parte del Ministro della Salute e dei Governatori delle Regioni da tempo informati della criticità della situazione .Sono in crescita esponenziale le pressioni e i ricatti a cui sono sottoposti i Medici Oculisti, per costringerli ad operare senza la presenza del medico Anestesista. La Società Oftalmologica Italiana ribadisce che in sala operatoria di oculistica l’equipe deve prevedere al fianco del Chirurgo Oculista il Medico Anestesista a protezione della salute dei pazienti e a salvaguardia della possibilità di tornare a vedere. La vista è un bene prezioso ed oggi serve l’intervento di tutti per salvaguardarla. A rischio i principi fondanti del Sistema Sanitario Nazionale basati sulla sicurezza e l’eccellenza. Non si può permettere a manager amministrativi, totalmente incompetenti per quanto riguarda l’atto medico, di decidere come risparmiare sulla pelle dei pazienti. Sulla cura e la vita delle Persone non si può risparmiare a scapito della sicurezza.

L’impensabile si sta avverando, - sostiene Matteo Piovella, Presidente SOI - Oggi i così detti esperti di economia , quelli che sostengono con l’autocertificazione di saper mettere a posto i difficili conti della sanità, con un vero atto illegittimo di esproprio di competenze, si arrogano il diritto di decidere come il medico chirurgo deve curare la gente senza naturalmente prendersene la responsabilità. Si perché se il sistema ti obbliga a operare senza anestesista, la legge prevede che la responsabilità in caso di complicazioni sia sempre del chirurgo. Così come t’impongono di mandare a casa pazienti appena operati di distacco di retina invece di assisterli correttamente ricoverandoli per uno o due giorni. Se il chirurgo oculista non ottempera a questi obblighi, i nostri bravi amministratori chiedono al medico oculista di pagare i soldi del costo del ricovero. Ed in un clima di rassegnazione dovuto ad anni di inefficienze ed di disconoscimento del ruolo tecnico del medico chirurgo, molti colleghi non sono più in grado di opporsi anche alle pressioni più indecenti: alcuni medici oculisti e medici anestesisti si sono arresi alle prevaricazioni e non sono stati in grado di opporsi alle pressioni dei dirigenti della struttura ospedaliera temendo per la stessa sicurezza del posto di lavoro. Questo è inaccettabile!.

La SOI ha preso una posizione netta nelle proprie linee guida uniformandosi a quanto previsto nei principali Paesi del mondo occidentale: è indispensabile che il paziente sia preso in carico dall’anestesista e che quest’ultimo sia a disposizione durante gli interventi oculistici. Un esigenza che ha trovato conferma anche in recenti sentenze giurisprudenziali.

Ogni anno si operano 550.000 persone di cataratta. La chirurgia oculistica è il fiore all’occhiello della sanità pubblica. Il 97% di chi si opera ottiene risultati straordinari migliorando la vista e diminuendo se non eliminando il ricorso agli occhiali da vista.

Un’eccellenza che invece di essere implementata e rafforzata, viene costantemente svilita. Negli ultimi 10 anni, infatti, le risorse messe a disposizione per questa chirurgia sono passate da 2500 euro a 700 nonostante siano aumentate in modo esponenziale i costi delle nuove e indispensabili tecnologie. Una scelta politica aberrante che ha portato a svilire l’intervento ad alta tecnologia più diffuso al mondo di cui tutti, prima o poi avranno necessità essendo un fenomeno fisiologico che con l’età colpisce tutti.

Non è ammissibile che si pongano gli interessi economici al disopra dell’obbligo di assistenza e di garanzia che il sistema sanitario deve assumersi nei confronti dei pazienti.

La SOI, la FIV e l’ASMOOI denunciano espressamente la situazione in atto e si uniranno alle associazioni rappresentative dei consumatori e dei pazienti al fine di ottenere che anche nelle operazioni di cataratta si rispettino i requisiti minimi di garanzia previsti dalla legge, dalle linee guida nazionali ed internazionali nonché dalle buone regole di pratica medica.

E soprattutto del comune buon senso.

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