Da Palazzo Reale a Brera, Milano racconta come i disegni dei grandi maestri abbiano costruito il modo di rappresentare il mondo.

Milano, Brera: Il primato del disegno nella tradizione artistica italiana

  Cultura e società  

Mentre a Palazzo Reale Leonardo traccia con la sua mano “il disegno del mondo”, alla Pinacoteca di Brera, fino al 19 luglio 2015, la mostra "Il primato del disegno. I disegni dei grandi maestri a confronto con i dipinti della Pinacoteca di Brera. Dai Primitivi a Modigliani" permette di comprendere la genesi di molte opere e capolavori: dal Rinascimento al Novecento, da Tintoretto a Boccioni, da Hayez a Segantini, grazie a prestiti dalle più importanti collezioni pubbliche italiane e straniere, come, ad esempio, il civico Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco, che presta 8 splendidi disegni di Cambiaso, Appiani, Bossi, Hayez, Boccioni, Modigliani e Carrà, il Louvre, l’Albertina di Vienna, il Metropolitan Museum, la Morgan Library, gli Uffizi …

Il tema dell’esposizione è l’arte del Disegno come strumento fondamentale per leggere e comprendere la pittura e raduna esemplari scelti espressamente perché strettamente correlati ai quadri della Pinacoteca.

Il confronto fra le opere su carta e le opere su tela (o tavola) permette di comprendere il rapporto tra la fase dello studio preparatorio e la stesura finale. La mostra, infatti, intende dimostrare come il disegno, dal Trecento al Novecento, sia costante fondamentale per la genesi dell’opera pittorica. Insignita da Giorgio Vasari di un ruolo prioritario rispetto alle altre arti, pittura, scultura e architettura, l’arte del Disegno fin dal XVI secolo ha rappresentato un momento fondamentale per la formazione degli artisti (come conferma l’aneddoto di vasariana memoria del giovane Giotto intento a disegnare una pecora).

L’esposizione ripercorre, cronologicamente, la storia delle scuole pittoriche italiane, a partire dai rarissimi esempi pisanelliani e di Stefano da Verona, e dalla straordinaria stagione della pittura veneta del Rinascimento, in cui Mantegna, Giovanni e Gentile Bellini, affrontano prospettiva e interesse per la natura e utilizzano il disegno come strumento di indagine della realtà.

Segue una sezione dedicata a Leonardo e i Leonardeschi, fondatori in Lombardia di una vera e propria scuola del disegno: come per i dipinti del maestro, anche i disegni esposti mostrano un arricchimento di valori quasi cromatici, di sfumati e di effetti luministici.

La rappresentazione dello spazio secondo la visione bramantesca, poi, compare in mostra con gli esempi di Bramantino, Gaudenzio Ferrari e Bernardino Lanino, e le loro figure tendenti alla geometrizzazione.

Grazie a prestiti prestigiosi, accanto all’unico disegno preparatorio conosciuto per lo Sposalizio della Vergine di Raffaello, proveniente da Oxford, si possono ammirare le opere di alcuni maestri raffaelleschi e manieristi fino a Parmigianino e Salviati, in un excursus che, dalle forme pittoriche del primo Rinascimento, giunge fino alla linea forzata dei grandi del tardo Cinquecento.

Completano il panorama del XVI secolo la scuola pittorica veneziana, rappresentata da Tintoretto, Paolo Veronese, Luca Cambiaso, noto per i suoi effetti di luce, i Campi, maestri del realismo più naturale, e Federico Barocci, che segna il passaggio verso l’epoca moderna per la sua attenta osservazione del vero e per la cura quasi maniacale per il disegno preparatorio.

Il Seicento è rappresentato in mostra dall’Accademia degli Incamminati, fondata a Bologna dal Cardinal Paleotti, che costituisce il primo esempio in Italia settentrionale di insegnamento basato sul disegno, da importanti e rarissimi cartoni di Ludovico Carracci e Guido Reni, di proprietà della Pinacoteca e generalmente non visibili al pubblico, ed un un interessante confronto con un disegno barocco di Pietro da Cortona.

La sezione del Settecento è dedicata alla pittura, e di conseguenza al disegno, di genere: Giuseppe Maria Crespi, Londonio, Piazzetta, Canaletto e Guardi introducono alla pittura aneddotica, alla “pittura di carattere” e al vedutismo.

L’epoca neoclassica è rappresentata da raffinate opere di Giuseppe Bossi e da un interessantissimo confronto fra un affresco strappato e il disegno preparatorio corrispondente di Andrea Appiani, entrambi di grandissimo formato.

Grazie ad alcuni esemplari su carta di Hayez e Fattori si prende in esame l’Ottocento ed in particolare la visione romantica del Bacio, da un lato, e del realismo imperturbato e poetico, dall’altro.

L’autoritratto di Segantini introduce, invece, al disegno del Novecento. Oltre alle opere costruite tradizionalmente basandosi sul disegno, da Boccioni, Modigliani, Carrà, Morandi, Sironi, Giacometti, Licini, il Novecento propone altre infinite possibilità, dalle avanguardie storiche, alla linea grafica come espressione del tormento umano del secolo.

La mostra permette, anche, di addentrarsi nelle dinamiche di bottega degli artisti, di notare come un disegno poteva anche essere assunto come prova di contratto (Barocci), o poteva essere riutilizzato più volte (Francia) come cartone preparatorio ripetibile (Carpaccio), di osservare quanto spesso gli artisti disegnassero sul retro dei dipinti, tracciando figure e profili, vere e proprie prove di grande creatività, mai prima esposte al pubblico (Pietro Alemanno).

Grazie a questa esposizione si scopre anche come gli artisti rielaborassero i disegni anche poco dopo l’esecuzione del dipinto, considerandoli concettualmente autonomi rispetto alla pittura (Morandi), o come elaborassero monocromi come documento di bottega, materiale di riferimento per conservare la memoria e i modelli, per un teatro degli affetti destinato a commuovere ancor più di un’opera dipinta (Giovanni Bellini).

Il catalogo, edito da Skira, oltre alle schede dei disegni in mostra comprende anche una introduzione di Sandrina Bandera, i saggi di Carmen Bambach, Marzia Faietti, Francesca Valli e Claudio Spadoni e il contributo di Letizia Lodi e Andrea Carini sulle riflettografie di dipinti di Brera.

Info: Pinacoteca di Brera - via Brera 28, Milano - 8.30-19.15, da martedì a domenica, chiuso lunedì - intero € 10.00, ridotto € 7, gratuito: ogni prima domenica del mese - tel. 0272263.259/266 - www.pinacotecabrera.net - sbsae-mi.brera@beniculturali.it.

G. Scotti

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