Dopo quasi sessant’anni dalla memorabile esposizione longhiana di Palazzo Reale, che sanzionò definitivamente la paternità del Caravaggio, ritorna a Milano laConversione di Saulo, di proprietà della famiglia Odescalchi

Caravaggio a Milano

  Cultura e società  

Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, ritorna nella sua terra, nella sua Milano: recenti ricerche biografiche negli archivi parrocchiali lombardi, attestano che Michelangelo Merisi nacque nel quartiere che alloggiava le maestranze della Veneranda fabbrica del Duomo - il padre di Michelangelo era mastro muratore  - il 29 settembre 1571 e fu battezzato nella parrocchia di S. Stefano in Brolo il giorno dopo. Fino al 14 dicembre Palazzo Marino, infatti, ospita nella Sala Alessi La Conversione di Saulo, che, normalmente non fruibile al grande pubblico e per questo motivo poco conosciuta ai più, può essere, in questa occasione, liberamente ammirata da tutti. L’esposizione è a due passi dalla vicinissima Chiesa di San Fedele, che ospita la Deposizione realizzata dal suo Maestro, il bergamasco Simone Peterzano, e un poco più lontano dalla Chiesa di San Paolo Converso che ospita l’affresco di identico soggetto eseguito dal cremonese Antonio Campi.

La Conversione di Saulo, unico esempio rilevante di pittura su tavola di cipresso del grande maestro, eseguita nel 1601 e restaurata per conto della famiglia Odescalchi, sotto la vigilanza della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico del Lazio, rappresenta una delle tappe principali del percorso artistico del pittore. Il dipinto, insieme al suo pendant raffigurante la Crocifissione di san Pietro, fu commissionato nell’anno 1600 da Tiberio Cerasi per essere esposto nella cappella Cerasi di Santa Maria del Popolo a Roma, ma lì non trovò mai collocazione, probabilmente per il dilungarsi dei lavori, e fu sostituito con una versione su tela. All’improvvisa morte del cardinale l’opera inizia un tortuoso percorso che la conduce in Spagna. Solo un secolo dopo, grazie all’acquisizione da parte della famiglia Balbi di Genova, la Conversione di Saulo torna sul suolo italiano diventando la punta di diamante di una delle più prestigiose collezioni dell’epoca, prima di tornare negli anni cinquanta nella città che ne aveva visto l’origine, passando lungo l’asse ereditario alla Famiglia Odescalchi, che ne è l’attuale proprietaria e custode.

La tavola è inserita in una teca che permette di avere una visione a 360° dell’opera: si possono così vedere da vicino la magnifica scena della Conversione creata dal Caravaggio ed anche il retro della tavola in legno di cipresso, elemento di forte caratterizzazione di quest’opera. L’illuminazione di Giuseppe Mestrangelo consente la migliore fruizione dell’opera, in un contesto di grande fascino e suggestione, creato da Elisabetta Greci, con tessuti dai colori intonati a quelli della sala e della straordinaria opera esposta. Nella Sala Stampa, adiacente alla Sala Alessi, è proiettato un video relativo al restauro dell’opera e, due volte la settimana, le curatrici dell’evento, Valeria Merlini e Daniela Storti,raccontano al pubblico e alle scuole la storia del quadro e il restauro da loro eseguito.

La mostra è prodotta e organizzata da Aleart progetti d’immagine e sponsorizzata da Eni. Il catalogo è edito da Skira.

Tutto il centro di Milano è coinvolto nell’evento in un percorso ideale di totem interattivi che accompagnerà il pubblico in Piazza della Scala partendo da Palazzo Reale a Piazza Duomo - dove è utilizzato il maxi schermo con un filmato sull’opera - alla Galleria Vittorio Emanuele, dove all’Urban Center è possibile acquistare l’importante catalogo edito da Skira.

Ulteriori informazioni: CARAVAGGIO A MILANO - La Conversione di Saulo - Milano, Palazzo Marino, Sala Alessi, Piazza della Scala- Fino al 14 dicembre 2008 - Aperta liberamente al pubblico con ingresso gratuito - Tutti i giorni dalle 9,30 alle 19,30 – Chiusa al pubblico nei giorni 6/7/8 dicembre 2008 - www.eni.it/cultura

Giovanni Scotti

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