Il film è prodotto da IdeaCinema in collaborazione con Rai Cinema ed è distribuito in Italia da Istituto Luce Cinecittà

Più buio di mezzanotte di Sebastiano Riso

  Cultura e società  

Davide è un quattordicenne di Catania. Registrato all'anagrafe come maschio, i suoi lineamenti effeminati e ancor più le sue pulsioni intime lo fanno ascrivere senza ombra di dubbio all'universo femminile. È cresciuto in una famiglia che potrebbe apparire lo stereotipo della famiglia meridionale di una volta, con un padre che vive come una vergogna quel figlio "deviato" e che cerca con la forza di riportarlo nella norma, con costrizioni e iniezioni di ormoni maschili, e con una madre dolce che ama il figlio per quello che è, ma non ha la forza di opporsi al marito. Anche se negli ultimi anni o decenni le cose sono cambiate anche al sud, non è difficile credere che famiglie di questo tipo siano ancora numerose.

Davide decide quindi di fuggire di casa, e non avendo altra scelta si immerge, potremmo dire letteralmente, in quella specie di underworld che è Villa Bellini, il parco più grande di Catania: è un mondo a parte, che il resto della città fa finta di non vedere. Il mondo degli emarginati, dove Davide stringe amicizia soprattutto con un altro ragazzo effeminato come lui, che si fa chiamare Rettore come la nota cantante di cui tenta di copiare il look, e il suo gruppo di amici, più o meno coetanei e come lui scappati dalle rispettive famiglie.

Per loro la vita di strada è una sfida continua alle convenzioni, ma soprattutto l’affermazione della propria diversità. I piccoli furti e la prostituzione sono il prezzo da pagare.

Davide viene accettato in quella famiglia allargata, e quasi miracolosamente lo fa attraversando quel mondo di degrado senza perdere un suo certo candore, con uno sguardo sempre un po' malinconico e distaccato. Non diventa un drogato, nè mai si prostituisce, anche se scopre l'amore omosex.

Anche se non giudica e non condanna la corte dei miracoli che lo circonda, sembra di capire che quello non è il suo mondo, lui avrebbe preferito mille volte restare nella sua famiglia se solo essa avesse saputo accettarlo per quello che è.

Ma non ci troviamo a Stoccolma o New York, certi lussi come la possibilità di dichiararsi agender all'anagrafe non sono ancora concepibili in Italia. Un maschio è maschio e una femmina è femmina, e soprattutto in certi contesti sociali una volta che sei stato registrato come appartenente ad uno dei due sessi o adegui il tuo look e il tuo comportamento allo stereotipo o devi rompere completamente e scappare dal contesto, tertium non datur.

Quando sembra che Davide abbia trovato una sua collocazione più o meno stabile in questo mondo di emarginazione e degrado, un incontro casuale lo rimette in contatto con il passato da cui stava fuggendo, e questo porterà a drammatiche conseguenze che qui non descriviamo per lasciare intatto l'interesse dello spettatore.

Al di là della vicenda personale di Davide, Più buio di mezzanotte è un film cupo che veramente rispecchia in pieno il suo titolo, dandoci una immagine desolante di come la povertà, il malessere sociale, le incomprensioni familiari possano distruggere le esistenze di ragazzi che avrebbero diritto a una vita dignitosa. Gli adulti che vanno nella notte di Catania a caricare in macchina i giovani prostituti per un rapporto frettoloso, o quelli che si prestano come ricettatori dei piccoli furtarelli quotidiani ci appaiono come odiosi sciacalli che spolpano la vita di questi ragazzi.

E quando finalmente Rettore, spinto dalla famiglia con cui non aveva rotto del tutto i rapporti, tenta di tornare ad una vita più regolare e comincia a lavorare in un cantiere, rimane vittima di un tragico incidente sul lavoro, quasi a mettere una pietra tombale su ogni speranza di riscatto.

Il film è diretto da Sebastiano Riso, l'interprete principale è l'ottimo Davide Capone, sedicenne di Catania che qui esordisce nel suo primo film. Altri protagonisti sono Micaela Ramazzotti, Vincenzo Amato, Pippo Delbono, Carla Amodeo, Sebastian Gimelli Morosini, Giovanni Gulizia, Gabriele Mannino, Rosario Raineri.

Ugo Dell’Arciprete

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