Mercoledì 24 settembre 2008 in Sala Maria Teresa della Biblioteca Braidense sarà inaugurata la mostra "Editoria tra Svizzera e Italia. Gli Agnelli nel Settecento a Lugano, gli Hoepli dall’Ottocento a Milano"

Attività editoriale tra Italia e Svizzera nel Settecento e Ottocento

  Cultura e società  

La mostra, promossa dall’Istituto Svizzero di Roma Centro Culturale Svizzero di Milano in collaborazione con Ulrico Hoepli Editore e la Biblioteca Nazionale Braidense nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio 2008, presenta la storia e le opere di due famiglie di stampatori ed editori, gli Agnelli di Milano, trasferitisi a Lugano nel Settecento, e gli Hoepli di Turgovia, a Milano dall’Ottocento, ed evidenzia le produzioni che hanno un particolare riferimento ai rapporti tra Svizzera e Italia, attingendo al patrimonio di volumi conservati alla Biblioteca Braidense, con l’apporto di fotografie, lettere e documenti originali dagli archivi Hoepli. Percorsi oltre frontiera, molto diversi tra loro non soltanto a causa del differente periodo storico, ma anche per estensione temporale. Di breve durata, a causa di tragici eventi, la storia degli Agnelli. Di lunga durata, invece, le vicende degli Hoepli. Agnelli/Hoepli: il duplice tema della mostra è mantenuto nettamente distinto anche nell’allestimento. Dal complesso dell’esposizione emerge però una caratteristica comune alle due famiglie: quella della passione per la divulgazione del sapere, visto sotto molteplici e, a volte, inaspettati risvolti.

Partendo dall’approfondita ricerca di Padre Callisto Caldelari l’esposizione illustra la storia della stamperia milanese, dalla richiesta di insediamento nel 1745 sul lago Ceresio per svolgere più liberamente la loro attività tipografica, avviata con coraggio, proseguita con merito e fervore, ma conclusasi, dopo mezzo secolo soltanto, nel 1799, nel sangue dei moti controrivoluzionari della Lugano di fine Settecento. Il valore delle pubblicazioni Agnelli non risiede tanto nella qualità della stampa ma nei loro contenuti: molti sono testi antigesuitici o di carattere religioso e sociale che difficilmente avrebbero avuto il nullaosta negli stati confinanti. Singolare il caso di alcune tipografie veneziane che, per sfuggire alla censura, imprimono sui loro volumi la falsa data di Lugano, per concessione dei Riformatori dello Studio di Padova, come testimoniano alcune licenze di stampa riprodotte in mostra. Paradossalmente, se un libro reca l’indicazione di stampa Lugano, nella Stamperia Privilegiata della Suprema Superiorità Elvetica nelle Prefetture Italiane, l’opera è quasi certamente veneziana. Anche alcune vere edizioni Agnelli di Lugano riportano falsi luoghi di stampa come In Avignone o luoghi fittizi come Cosmopoli o Filippopoli. Quando Giacomo Casanova si rivolge agli Agnelli nel 1768 per stampare senza trafile burocratiche e censura una sua opera dal tema politico, questa uscirà con la falsa data di Amsterdam. Il Casanova descriverà la stamperia come “una buona tipografia, il cui proprietario era un bravo letterato” e dove ”soprattutto non esisteva censura”. Importante si rivela la posizione di Lugano, situata tra Milano e Zurigo, che permette la raccolta di notizie dall’Europa da diffondere in lingua italiana in tutta la penisola e viceversa. Da qui il successo del periodico Nuove di diverse Corti e Paesi principali di Europa (poi Gazzetta di Lugano), apparso nel 1746, uno dei fogli più letti nell’alta Italia. Un accurato studio dei caratteri tipografici ha restituito alla stamperia luganese numerose pubblicazioni ritenute stampate altrove, permettendo di meglio cogliere l’importanza e l’estensione dell’attività della tipografia Agnelli nel contesto dell’editoria italiana del Settecento. In mostra quasi un centinaio di volumi conservati presso la Biblioteca Braidense e la Biblioteca Ambrosiana di Milano, alcuni dei quali sono esemplari unici, esposti per la prima volta. Questo per favorire la visione di un patrimonio archivistico locale, consultato solitamente soltanto da studiosi, ma che, sia per la singolarità dei temi trattati, sia per la pregevolezza della stampa e della grafica, può incuriosire anche un pubblico più vasto. Così era stato fatto a Venezia, dove è nata l’idea di questa esposizione, rifacendosi al forte legame della città lagunare con l’arte della stampa ed esponendo i volumi conservati alla Biblioteca Nazionale Marciana. Così era proseguito a Lugano, grazie all’iniziativa dell’Archivio Storico Città di Lugano, dove la mostra si era notevolmente ampliata nelle tematiche visto il patrimonio di volumi e fogli volanti degli Agnelli conservato nelle biblioteche ticinesi. Così accade ora a Milano, tappa conclusiva dell’esposizione, città di provenienza degli Agnelli e di arrivo di Ulrico Hoepli.

Ulrico Hoepli (1847 - 1935) è stato una delle figure più innovative dell’editoria europea e la mostra intende mettere in luce alcuni tratti ancora poco noti della sua opera, poi proseguita dagli eredi, oggi alla quinta generazione. La storia della casa editrice Hoepli inizia il 7 dicembre 1870, giorno di S. Ambrogio, quando Ulrico arriva a Milano per acquistare una libreria situata nel centro della città. E’ giovane, ma non inesperto: ha lasciato a quindici anni il paese natale di Tuttwil, nel canton Turgovia, per compiere l’apprendistato librario a Zurigo, proseguito poi a Magonza, Trieste, Breslavia e, come bibliotecario, a Il Cairo. Le vicende della casa editrice Hoepli di Milano si intersecano con i grandi eventi del secolo scorso: i bombardamenti della seconda guerra mondiale distruggono quasi totalmente prima magazzino e archivio (1942), poi la sede di via Berchet (1943), con la perdita irreparabile di libri, documenti e clichés accumulati dal 1900. Dal 1958 la libreria è insediata in via Hoepli. La mostra presso la Biblioteca Braidense si concentra su due aspetti meno noti della storia della Casa Editrice: l’architettura e la storia dell’arte. Il percorso tra i libri di architettura parte dai manuali d’uso dei primi del Novecento, prosegue attraverso la stagione razionalista (Pagano, Bottoni), per fermarsi agli anni della ricostruzione postbellica. In campo artistico Hoepli è soprattutto l’editore della monumentale Storia dell’arte italiana di Adolfo Venturi, ma è anche colui che stampa la collezione “Valori Plastici” di Mario Broglio con autori come Longhi, Cecchi, Berenson. Inoltre una parte della mostra è dedicata alla storia del libro attraverso vari volumi hoepliani.

All’inaugurazione della mostra (mercoledì 24 settembre 2008) in Sala Maria Teresa della Biblioteca Braidense sono intervenuti Aurelio Aghemo, direttore della Braidense, Christoph Riedweg, direttore dell’ISR, padre Callisto Caldelari , Ulrico Hoepli e Paola Piffaretti

Presso la Biblioteca Braidense, all’inaugurazione della mostra, e all’ISR (Via del Vecchio Politecnico 3 Milano) in occasione della conferenza del 9 ottobre 2008, saranno disponibili i due volumi della mostra: P. Callisto Caldelari, L’arte della stampa da Milano a Lugano. La tipografia Agnelli specchio di un’epoca, Edizioni Città di Lugano 2008 (216 pagine di testo e 51 illustrazioni - Euro 30) e Tecnica e bellezza. Hoepli tra arte e architettura 1890-1950, Edizioni Città di Lugano, Editore Ulrico Hoepli Milano 2008 (80 pagine di testo e 61 illustrazioni - Euro 9).

Durata: 25 settembre – 29 ottobre 2008 - Orari: lunedì – venerdì 9.30 – 17.30 e sabato 9.30 – 13.00, chiuso domenica e festivi - ingresso libero

 Versione stampabile




Torna