Tra passato e presente, in mostra il Design Italiano in un allestimento che immagina un futuro in crescita

Triennale di Milano: La sindrome dell’influenza

  Cultura e società  

La sesta edizione del Triennale Design Museum (TDM6) definisce il design italiano una “sindrome dell’influenza”. Un fenomeno in cui ogni atto creativo è frutto di una serie di stimoli e input provenienti dal mondo che ci circonda.

La sesta edizione - spiega Silvana Annichiarico, direttore del Museo - del TDM cerca di tracciare una psicogeografia degli scambi. Il presupposto teorico che sta alla base di questa edizione è che ogni atto creativo non è mai gratuito, non arriva per ispirazione divina, è sempre al centro di una fitta rete di simulazioni, di sollecitazioni e di modelli. Oggi le aziende del mobile - ha concluso la direttrice - le aziende italiane che sono diventate dei brand, non solo guardano il mondo, ma lo arruolano, arruolano una legione straniera fatta di sta internazionali che vengono in Italia a lavorare con il nostro saper fare, la nostra peculiarità e decretano la rottura dei confini del design nazionale.

La mostra, visitabile fino al 23 febbraio 2014, è organizzata in tre parti, corrispondenti a tre zone del percorso espositivo e a tre momenti della vicenda dal dopoguerra all’attualità E’ un racconto corale e polifonici che diventa metafora perfetta per lo sviluppo dell’allestimento, tripartito come i grandi capolavori di Mozart e Beethoveche - come dice Filippo Del Corno, assessore alla Cultura - dove A è l’esposizione, B lo sviluppo e A1 la ripresa.

La prima parte dell’allestimento è dedicata al tema dell’invenzione e dell’eredità del design italiano, in cui 10 progettisti contemporanei reinterpretano il lavoro dei grandi maestri del periodo d’oro degli anni ’50 e ’60. Il percorso si snoda, ad esempio, fra l’installazione L’attimo delle idee di Paolo Ulian, dedicata a Vico Magistretti, e l’installazione Munari: percorsi a mezz’aria di Matilde Cassani e Francesco Librizzi, dedicata a Bruno Munari.

La seconda parte è dedicata – citando l’economista austriaco Joseph Schumpeter – alla “distruzione creatrice” e al tema della memoria: oggetti di design successivi agli anni ‘60 e schermi in cui scorrono le interviste ai loro creatori sono resi senza tempo da un gioco di specchi. Qui finisce la storia delle idee per fare spazio a una fiducia nella cultura di massa, nei modelli di crescita industriale, nella moltiplicazione dei generi di consumo. – spiega Pierluigi Nicolin, curatore scientifico della mostra - Tornando ad interrogare chi ha vissuto quel periodo, anni in cui il design si è trasformato nelle mani dei brand, senza alcun rispetto per ecologia e sostenibilità, diventando una forma di produzione delle forme.

Il nuovo contesto è la terza e ultima parte. In essa i nuovi brand del “made in Italy” riscoprono il mondo del design con curiosità e senso di avventura, come facevano i grandi progettisti del passato. Le 12 installazioni all’interno di altrettante “scatole” bianche espongono la filosofia dei marchi protagonisti, tra cui Alessi, Artemide, Driade, Kartell e via dicendo, attraverso micro-mondi fatti di oggetti, luci e colori.

Info:  Triennale Design Museum - Sesta Edizione - Design. La sindrome dell’influenza  -Direttore: Silvana Annicchiarico - Curatore scientifico: Pierluigi Nicolin - Allestimento e grafica: Pierluigi Cerri - La Triennale di Milano - Viale Alemagna 6, Milano – dal 6 aprile 2013 al 23 febbraio 2014 - mar/dom 10.30/20.30 – giov 10.30/23.00 - dal 9 al 14 aprile, in occasione del Salone del Mobile orario speciale 10.30/22.00 - Ingresso 8 euro - www.triennale.it.

(GS)

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