Collezione Giancarlo e Danna Olgiati

Lugano Museo d’Arte del LAC

  Cultura e società  

Un’importante tessera del grande mosaico del LAC è ormai realtà. La Città di Lugano ha siglato un accordo con i collezionisti Giancarlo e Danna Olgiati per il deposito di 157 opere dalla loro Collezione nei sotterranei del Central Park. Il deposito, che allo stesso tempo è uno spazio espositivo temporaneo, prende il nome di -1 e sarà aperto al pubblico dal 23 giugno al 5 agosto.

Con la Collezione Olgiati, il futuro Museo d’Arte del LAC ha la possibilità di includere nella sua collezione nuclei di opere di grande pregnanza per la storia dell’arte del XX e del XXI secolo.

Alcuni dei quali, come ad esempio quello del Nouveau Réalisme, rappresentano un unicum nel contesto delle collezioni svizzere.

La Convenzione che regola il deposito della Collezione Olgiati prevede sin d’ora la messa a disposizione di questo patrimonio per le attività espositive del Museo d’Arte di Lugano e del Museo Cantonale d’Arte. I musei potranno gestire le opere anche nell’ambito degli scambi con altri musei per la realizzazione di esposizioni temporanee.

Spazio accessibile a studiosi e ricercatori su appuntamento, -1, analogamente a uno "Schaulager", sarà aperto al pubblico almeno una volta all’anno. Ciò permetterà di mostrare l’allestimento, la collezione ed eventuali installazioni commissionate ad hoc dai collezionisti d’intesa con il Museo d’Arte e il Museo Cantonale d’Arte. Soprattutto permetterà di capire i filoni d’indagine della collezione, la loro importanza e il loro intrecciarsi con la ricerca e l’attività espositiva dei Musei.

Nel 2015, un progetto espositivo concepito sull’intera collezione (con le opere oggetto di deposito e altre) sarà presentato al pubblico, per la prima volta nella sua articolazione e completezza, in un’esposizione al nuovo Museo d’Arte del LAC.

Al compimento di alcune condizioni, in particolare la riunione fra Museo d’Arte di Lugano e Museo Cantonale d’Arte in un soggetto giuridico a gestione integrata, i collezionisti doneranno definitivamente al Museo una prima parte delle opere oggetto del deposito, quella costituita da opere di giovani ma già affermati artisti, acquisite in collaborazione con il Museo Cantonale d’Arte.

In seguito al rapporto di fiducia instaurato con il Comune di Lugano e il Museo, è intenzione dei collezionisti, alla scomparsa di entrambi, donare l’intera collezione alla Città e al Museo.

In sintonia con una tradizione fortemente radicata nella Svizzera interna, ad esempio in realtà museali quali Basilea, Berna, Zurigo e Winterthur, il progetto crea un solido e costruttivo rapporto fra istituzione pubblica e collezionismo privato.

Negli spazi donati da Eligio Boni, Erica Boni, Giuseppina Filippini, Marco Boni, Immobiliare Park Lugano SA, e ristrutturati grazie alla Fondazione Caccia, -1 apre le porte al pubblico con una selezione di circa 150 opere comprese in un arco cronologico che va dagli anni ’60 a oggi. In particolare sono esposti lavori di grande formato che esigono, per loro natura, di essere allestiti in sale espositive di tipo museale.

Lo spazio di -1, che si estende per circa 1.200 m2, è suddiviso, da un insieme di pannellature, in diverse sezioni di dimensione variabile. Quest’articolazione dello spazio permette un allestimento scandito per aree tematiche. Il visitatore viene accolto da capolavori dell’Arte povera italiana, vengono documentate le vicende italiane e francesi a cavallo tra gli anni ’50 e ’60, il Nouveau Réalisme e lo Spazialismo in particolare. Una sezione è dedicata all’arte di ispirazione sociale, mentre gli spazi finali presentano la ricerca artistica più recente orientata verso una nuova forma di Astrazione.

Una sala separata ospita invece dipinti futuristi unitamente a un’inestimabile collezione di libri d’artista, cataloghi e prime edizioni.

La qualità di una collezione d’arte si definisce per l’ampiezza dell’orizzonte artistico che prende in esame, per la continua ricerca di opere di grande qualità e, al contempo, per la profondità di sguardo sui singoli artisti. In questo senso la collezione Olgiati rappresenta un punto di riferimento, un modello.

Giancarlo Olgiati, dopo gli amori giovanili per le avanguardie espressioniste tedesche e le relative prime prove di collezionista in erba, iniziò la sua avventura nell’universo dell’arte contemporanea all’inizio degli anni ’60 da giovane avvocato, scoprendo i Nouveaux Réalistes che iniziò a collezionare in modo più sistematico nella seconda metà degli anni ’70. In seguito, nel 1985, fu affiancato dalla moglie Danna, gallerista italiana specialista del movimento Futurista. Si formò così un duo ineguagliabile per la perfetta integrazione tra sguardo intuitivo e conoscenze analitiche, componenti di inestimabile valore per la configurazione di una collezione di opere d’arte. Oggi la collezione è in continuo divenire, focalizzata in particolare sulla ricerca artistica più recente.

Un corpus di oltre 500 opere tra dipinti, sculture, disegni, fotografie, installazioni, video indagano le vicende artistiche internazionali dall’inizio del Novecento ad oggi. Notevole attenzione viene attribuita dai due collezionisti ad alcune avanguardie del secolo scorso come il Futurismo, lo Spazialismo, l’Arte Povera e il Nouveau Réalisme. Ma anche alle tendenze neo astrattiste e neo pop di questo inizio secolo. Un capitolo a parte è rappresentato dalla collezione di libri futuristi costituita da oltre 1200 volumi.

La collezione si articola intorno a un filo ideale che tesse una trama rigorosa e coerente, ovvero l’interesse per l’Astrazione nelle avanguardie artistiche internazionali, nonché la sua eredità nel presente. La fascinazione per l’Arte astratta rappresenta il nucleo concettuale attorno a cui si definisce ogni scelta, in modo diretto o indiretto, in un gioco di rimandi che fa di questa collezione un nucleo organico e rigorosamente articolato: un affresco ben definito dell’orizzonte artistico del Ventesimo e del Ventunesimo secolo.

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