Una mostra a cura di Domenico Montalto a Mantova, Museo Diocesano Francesco Gonzaga

Gianluigi Brancaccio. Archetipi della pittura

  Cultura e società  

A due anni dalla mostra antologica presso la Fondazione Mazzotta di Milano (a cura diLuciano Caramel, catalogo Edizioni Gabriele Mazzotta), la nuova esposizione personaledell’artista Gianluigi Brancaccio si propone come un evento caratterizzato dalla presenzadi lavori inediti e da un aggiornamento e approfondimento critico a più voci sull’operadell’artista.“ L’arte non ha età: in tutte le stagioni della storia, quali che siano le modalità in cui l’arteficesi esprime, sempre le sue opere manifestano lui, la sua personalità, la sua visione della vitae del mondo. L’arte non ha età: cambiano le forme, cambiano gli stili, ma in fondo tutte leopere non sono se non variazioni su un unico tema, quella stupefacente meraviglia che èl’uomo.

Le opere di Gianluigi Brancaccio non fanno eccezione. Il Museo diocesano FrancescoGonzaga si è dato tra le primarie la finalità di manifestare esempi di quella meraviglia; perquesto non esita ad accogliere, accanto a riconosciuti capolavori dei secoli passati, creazionirecenti. Lo fa, sia con la sua collezione permanente sia con mostre temporanee, anche nellaconvinzione che l’accostamento tra passato e presente offra ai visitatori spunti di confronto,dialogo, approfondimento e dunque arricchimento.Di certo al confronto, alla scoperta della sottesa continuità tra il ricchissimo “ieri” e il nonsempre compreso “oggi”, invitano anche le creazioni di Gianluigi Brancaccio, che il Museo sionora di ospitare” (dal testo in catalogo di Mons. Roberto Brunelli).Il percorso esistenziale e culturale dell’artista è esemplificato in mostra da un corpus diopere, parecchie delle quali inedite, che restituiscono il senso del fondamento Novecentistadell’opera di Gianluigi Brancaccio, tracciandone i punti di forza. “Brancaccio è autore di profonda e sostanziale cultura, di importanti frequentazioni. I suoidipinti e le sue grafiche – aspetti diversi e peculiari di un unico, felice e ininterrotto climacreativo – rivestono di forme attuali e suggestivamente singolari il verbo più eminente delmoderno, ovvero quell’arcaismo, quell’ispirazione primitivista che consentì a Modigliani, Picasso, Matisse, Léger, Marino, Wotruba, Moore, Zadkine di fondare un’idea nuova delvisibile, sconvolgendo irreversibilmente i canoni convenzionali del classicismo e delnaturalismo” (dal testo in catalogo di Domenico Montalto).  La mostra offre una rassegna dei temi ricorrenti nella produzione dell’artista cherivisitano alcuni archetipi centrali del novecentismo.“Il suo è un repertorio di corpi muliebri che occupano l’intera composizione, vasti comepaesaggi e architetture, di matrone e di Giunoni opulente e accidiose in posture pigre o percontro acrobatiche, contorte, di giocolieri, di icari e di maschere, di angeli e di demoni dalleanatomie dinoccolate e massive, di odalische semplificate a pure silhouettes di colore.Insomma un’umanità primigenia e titanica, evocata con ductus pittorico sensuale, saturo dipassionalità, nonché di ebrezza, ardore, estasi, rapimento, carnalità” (dal testo in catalogodi Domenico Montalto).Un repertorio vasto, esemplificato in mostra da una selezione di opere storiche e recenti, frale quali: Estasi su fondo blu 2005; Poupée 2008; Odalisca 2009; Anime perse 2009;Odalisque fond noir 2009, nella sezione dedicata alla grafica.Negli ultimi tempi Brancaccio ha affrontato in Bretagna il tema dei menhir di Carnac, rocceforti e totemiche, di tutte le sfumature del grigio, che si innalzano su fondo azzurro intensoin una luce accecante. Tale produzione recente è rappresentata in mostra dall’opera Menhirdi Carnac 2008.L’esposizione è corredata da un catalogo edito da Lubrina Editore, in cui più voci offronouno spaccato dell’esperienza umana e artistica e della poliedrica personalità di GianluigiBrancaccio.e-mail: museofgonzaga@alice.itwww.museodiocesanomantova.it

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