Marco Tullio Giordana dirige il film sulla coppia celebre e maledetta degli attori Osvaldo Valenti e Luisa Ferida

Sanguepazzo

  Cultura e società  

A pochi giorni dalla Liberazione Osvaldo Valenti, attore famoso e ufficiale della X Mas guidata da Junio Valerio Borghese, decide di consegnarsi a una brigata partigiana comandata da Golfiero, regista inviso al Regime e mandato in passato al confino. Quella che Valenti cerca è la salvezza per sé e la sua compagna Luisa Ferida. A partire da questa resa si ripercorre la vita dei due personaggi rimasti a lungo sulla ribalta del cinema italiano. Valenti, attore istrionico e uomo pronto a qualsiasi esperienza fino a divenire tossicodipendente, incontra Luisa attricetta alle prime armi e ne fa la sua amante benché lei fosse invece pronta a concedersi a Golfiero non conoscendone l´omosessualità. Da quel momento inizia un rapporto intriso di passione e di voglia di ribellarsi al conformismo di regime pur rimanendo Valenti un sostenitore del fascismo al punto di rifiutare l´incarico di Direttore Generale dello spettacolo (una carica che dopo l´8 settembre gli avrebbe facilmente consentito di viaggiare con la Ferida allontanandosi cosi´ dall´Italia dilaniata). I due invece scelgono di unirsi alla Repubblica Sociale. Valenti trova in Borghese un altro personaggio al di fuori delle regole e si arruola nella X Mas. Nel momento del crollo di tutte le speranze di una revanche nazifascista i due però godono di una pessima fama.

La vox populi vuole infatti che abbiano coadiuvato le abominevoli azioni di tortura della banda guidata dallo psicopatico Koch e che Luisa abbia anche danzato nuda per eccitare i torturatori. Sarà questo marchio d´infamia (mai supportato da prove convincenti) che li condurrà all´esecuzione.Marco Tullio Giordana è senz´altro un regista coraggioso. L´uomo che aveva esordito con Maledetti vi amerò e che ha diretto film dal forte marchio di impegno progressista come I cento passi e La meglio gioventù rischia ora di essere inserito d´ufficio nella lista dei peggiori revisionisti della storia della Resistenza. Non è possibile. Infatti Giordana rimane la persona rigorosa che è sempre stata anche quando racconta dei fatti che possono risultare sgraditi a quella parte politica che in passato lo ha sostenuto.Anche perché questo progetto è nato nel 1980 e solo dopo il successo de La meglio gioventù ha potuto trovare una sua prima possibilità di produzione. Giordana vuole ristabilire la verità e raccontare di un popolo, quello italiano, pronto a elevare sugli altari della popolarità e del riconoscimento pubblico così come ad abbattere nella polvere del disprezzo. Allora come oggi e in più di un´occasione solo sulla base di calunnie e non di fatti. Detto ciò vanno aggiunte alcune brevi considerazioni. Una convinzione ormai radicata vuole che Monica Bellucci non sappia recitare e che faccia leva esclusivamente sulle sue doti fisiche. Giordana dimostra che, se ben diretta, la star è anche un´attrice ma possiamo stare certi che per molta critica sarà più semplice continuare a riproporre le valutazioni del passato. Zingaretti invece rischia molto con questa interpretazione istrionica a tutto tondo perché finché si è Montalbano o Don Puglisi è un conto, quando si diventa Osvaldo Valenti mostrando la maschera ma anche l´uomo il discorso cambia. Chi accuserà Sanguepazzo di essere un feuilleton melodrammatico non avrà probabilmente tenuto conto che, per quei personaggi, quello era il modo di leggere e ´mettere in scena´ la vita.

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