Colin Firth premio miglior attore a Venezia

A Single Man un film di Tom Ford

  Cultura e società  

Basato sul romanzo Un uomo solo di Christopher Isherwood,   pubblicato in Italia da Adelphi adattato per lo schermo da Tom Ford e diretto dallo stesso  Ford, il film molto atteso e già premiato all’ultima mostra di Venezia, racconta la storia d’amore e di solitudine di un professore inglese. Una storia basata su un legame omosessuale ma che, come afferma lo stesso Ford, riguarda una dimensione universale della vita umana, nella quale domina il senso di fugacità, di malinconia per i brevi istanti di felicità che percepiamo appena e per la perentorietà della morte.È il 1962 e la guerra nucleare sembra imminente. La paura pervade il mondo. I valori sociali sonorappresentati in termini eccessivamente semplicistici, in bianco e nero, ma le complessità dellerelazioni umane sono aggrovigliate allora come oggi.Ambientato a Los Angeles all’apice della crisi missilistica di Cuba, A SINGLE MAN narra la storiadi George Falconer, un professore universitario inglese di 52 anni, uno splendido Colin Firth, che fatica a trovare un senso alla propria vita dopo la morte del compagno Jim, Matthew Goode. George vive nel passato e non riesce a vedere il suo futuro. Nell’arco di una giornata, in cui una serie di eventi e incontri lo porta a decidere se la vita dopo Jim abbia un senso oppure no, George trova conforto nella sua più cara amica, Charley, Julianne Moore, una splendida 48enne, anche lei alle prese col suo futuro.Un giovane studente di George, Kenny, che sta iniziando ad accettare la propria omosessualità, perseguita George e lo considera l’anima gemella.A SINGLE MAN è un racconto sull’amore interrotto, l’isolamento della condizione umana el’importanza dei momenti apparentemente insignificanti della vita. La storia è un adattamento del romanzo di Christopher Isherwood “Un Uomo Solo”.Le dichiarazioni  di Tom Ford: Lessi per la prima volta il libro “Un Uomo Solo” di Christopher Isherwood all’inizio degli anni ’80, e rimasi toccato dall’onestà e dalla semplicità della storia. All’epoca, ero poco più che ventenne. Tre anni fa, dopo aver cercato il progetto giusto da sviluppare per il mio debutto sul grande schermo, mi resi conto che tornavo spesso a pensare a quel romanzo e al protagonista, “George”. Ripresi il libro e lo rilessi.Ora che vado verso la cinquantina, il libro mi colpisce in un modo completamente diverso. Èuna storia profondamente spirituale, narra di un giorno della vita di un uomo che non riescea vedere il suo futuro. È un racconto universale su cosa vuol dire affrontare l’isolamento cheproviamo tutti e sull’importanza di vivere nel presente e comprendere che le piccole cose dellavita in realtà sono le grandi cose della vita.Tom Ford

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